(WW Dirottamenti) – Furti imprevisti

Scrive Edoardo Boncinelli ne L’etica della vita. Siamo uomini o embrioni? (Rizzoli, 12,00 euro) che solo alle fine della seconda settimana di gestazione “a rigore si può parlare di embrione, anche se spesso si utilizza il termine per indicare il concepito nella sua totalità… La cosa in sé non è grave e tale uso può essere tranquillamente consentito, purché non sia finalizzato a suscitare a bella posta reazioni emotive”. Invece, lo sappiano tutti: i teofurbi alla Ferrara vogliono solo provocare reazioni emotive. E poiché non fanno teatro né letteratura la cosa è grave, poiché, al contrario, pretendono di fare non soltanto politica ma addirittura scienza. E di farlo sulla pelle delle donne. È un trucco vecchio come il cucco, ma non per questo meno grave.

Parliamo allora di questo agile e civile libriccino che Boncinelli, genetista tra i più noti a livello internazionale e oggi, dopo aver diretto importanti laboratori, professore all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha dedicato alle prime fasi di sviluppo di un nuovo essere umano. Lo studioso ribadisce l’importanza di non frenare la ricerca, in particolare sulle staminali. E la necessità della diagnosi pre-impianto, che viene normalmente eseguita su un concepito formato da sole otto cellule (se ne esamina una senza che questo alteri lo sviluppo delle altre sette) per evitare che crescano embrioni malati. Si fa quasi ovunque, ma in Italia è proibita dalla legge 40 che, in maniera isterica e poco scientifica, ha strettamente limitato il ricorso alla fecondazione artificiale e incoerentemente (visto che da noi è riconosciuto il diritto all’aborto terapeutico) ha vietato alle donne di sapere se il loro utero sta per accogliere embrioni sani o malati.

Boncinelli sa benissimo che “l’isteria” è quasi sempre il prodotto della disinformazione. Durante un incontro con gli studenti di un liceo classico romano, ben otto anni fa, alla fine esclamò, ascoltando le loro domande, in cui dominava la paura e nelle quali non si intravedeva alcuna curiosità per l’evoluzione della scienza e quindi della civiltà: “Io sono allibito dalle Vostre domande. È bene che sappiate che gli scienziati non sono dei cretini, dei pasticcioni, dei bambinoni scemi che si entusiasmano a effettuare esperimenti pazzi in laboratorio, e a dare i numeri! La realtà delle cose è del tutto diversa”.

Vi aspettavate che parlassi di un romanzo?

Le donne leggono più degli uomini, ma spesso trascurano i saggi. È un peccato: è un momento critico. Qualcuno sta tentando di far tornare indietro l’orologio. Di mettere in discussione diritti femminili (e quindi umani tout-court) che credevamo acquisti. È ovvio che sia il mondo politico sia molti giornalisti stanno solo cercando di distrarre l’attenzione da problemi più gravi (l’emergenza in Italia non è l’aborto, per capirci). Per riprendere il controllo, le donne devono sapere. Un saggio come quello di Boncinelli costituisce un ottimo inizio.

valeria palumbo

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