È un bell’esordio questo di Maria Carboni, che con «Tradita», suo primo romanzo, ci regala emozioni adrenaliniche.
Pazienza Mantovani, detta «Paz», è una giovane donna -ragazza madre per scelta e avvocato per vocazione- che cerca di vivere salvaguardando ideali, famiglia, amici, spesso costretta a gestire la rabbia sua e quella di Marco, il figlio adolescente «a rischio di brutte frequentazioni» nel quartiere di Tor Tre Teste. Non è facile nemmeno la relazione con Egle, la madre -di salute cagionevole- che le rinfaccia le scelte che non l’hanno portata a nulla. Scelte che l’hanno vista, da sempre, in prima linea contro le ingiustizie, a fianco di chi subisce la violenza e i contraccolpi di una vita, e di una società, ingiuste. D’altra parte, ad averla ispirata è stata Suor Melinda, ovvero la «Monaca Occhialuta» che ha cercato di incanalare l’aggressività e rabbia di Paz verso la difesa dei più deboli. E la Monaca Occhialuta è per lei un Angelo custode, che la soccorre, sempre, nei momenti di difficoltà. È alla sua tomba che Paz si reca e rivolge quando deve «trovare consiglio e ispirazione».
La vita sembra finalmente «svoltare» quando Paz riesce a fare un salto di qualità, «tappandosi il naso» per dover rinunciare ai suoi ideali, ma ricavando denaro a sufficienza per mantenere in maniera più che dignitosa figlio e madre. Un suo compagno di Università, Riccardo Russo, la contatta a nome del prestigioso Studio Sanviti e soci, presso cui lavora, per proporle un contratto di lavoro.
Paz non può che accettare: la proposta-stipendio fisso a molti zeri, benefit e vantaggi di ogni genere-non può essere rifiutata. Ma, ovviamente, c’è sempre un ma…e Paz lo scoprirà molto presto. Sullo studio aleggia la misteriosa morte della collega che lei ha sostituito, Maddalena Sangiorgi, su cui non potrà fare a meno di indagare. Ma…Sanviti e soci, compresi i clienti come i Ferrazza, Nicandro padre e Davide figlio, ricchi e dotati di fascino, sono molto potenti. Troppo potenti e ficcare il naso nei loro affari significa perdere e pagare un prezzo alto. Molto alto. Troppo alto.
E qui comincia una nuova vita per Paz, costretta a diventare «Madame X» e trasferirsi a Milano, con figlio e madre al seguito. Una vita riprovevole per molti aspetti, ma in grado di garantire ai suoi cari denaro a sufficienza e una quotidianità priva di problemi. Accanto a lei, consigliera e amica fidata, Wi- ovvero Walter- l’amico d’infanzia di Tor Tre Teste, transessuale da lei sempre protetta e aiutata e che ora, a ruoli invertiti, l’aiuta a reinventarsi una nuova «professione».
E la Monaca Occhialuta, l’Angelo custode che non l’ha mai abbandonata? Dov’è finita? Paz a volte si arrabbia con lei, che l’ha tradita spingendola a diventare avvocato per poi lasciarla…in mezzo a una strada. Ma gli Angeli custodi, si sa, hanno molto da fare e possiedono mille modi di farsi vivi e presenti, anche attraverso aiutanti sconosciuti…e malintesi divertenti, e mai casuali. Così, per un errore di Gesualdo, portiere del «Grand Hotel di Milano», Paz si trova catapultata nella vita di Rafael Caruso, bello, affascinante e attraente. Un incontro/scontro dagli esiti imprevedibili.
Ma il passato, a volte, torna e la domanda più importante è: chi è in realtà Rafael Caruso? Da quello che Paz può ricavare navigando in rete e incrociando varie informazioni, si sa che si è laureato in Economia e Commercio presso l’università Carlo III di Madrid, è vissuto in Spagna fino alla maggiore età, è CEO e maggior azionista della Trust Companion ma…nipote di un noto camorrista, «Peppe O’ Priputente». Si tratta di un noto boss mafioso, ormai morto ma… amico d’infanzia di Nicandro Ferrazza, padre di Davide e…tutto sembra tornare.
L’attrazione che Paz prova per Rafael è turbata da molti, troppi dubbi. Chi è il traditore? Chi ha commissionato l’uccisione di Maddalena Sangiorgi? Chi ha fatto il doppio gioco? Chi aveva incastrato Paz? A che gioco gioca Rafael?
Ma nemmeno Rafael è privo di dubbi e, nonostante l’innegabile passione che lo lega a Paz e trascina ambedue…si trovano incastrati in ingranaggi che rischiano di trascinarli e stritolarli.
A essere trascinati siamo anche noi che, incollati alle pagine e quasi senza fiato, arriviamo al gran finale. Che riserva grandi sorprese.


