Il modo migliore per raccontare questo thriller è mettersi nei panni della protagonista. Tessa Nilsson, una giovane appassionata di cronaca nera, che ha fatto del podcast il suo mestiere, anche se non è un segreto che qualcosa in passato sia andato storto.
Ebbene, un giorno Tessa riceve un invito ad una festa di addio al nubilato, organizzata su un’isola del Baltico, esattamente in un resort di prossima apertura. Parteciperà con un gruppo di amiche, che conosce da tanto tempo, tutte impegnate per quattro giorni in grandi bevute, danze sfrenate, festeggiamenti e corsi di yoga, al fine di celebrare degnamente la sposa.
Tessa sta vivendo un periodo nero e, fosse per lei, declinerebbe la proposta. Però, alla vacanza è invitata anche sua sorella, che insiste parecchio per portarla con sé. Quando accetta, quindi, le amiche credono che lo faccia per il piacere di esserci, mentre invece Tessa è mossa da ben altro scopo.
Siamo nel 2022 e dieci anni prima, nel 2012, sulla stessa isola erano scomparse quattro ragazze, lì per una tradizionale gita annuale. Poiché ossessionata da quel caso irrisolto, Tessa scopre che la località è la medesima e decide di indagare “in loco” sulla misteriosa vicenda.
L’esperienza inizia in modo scanzonato, sebbene ogni cosa venga filtrata dal giudizio di Tessa, che vede pericoli e misteri ovunque. In questo thriller psicologico, dove vi è un crescendo di suspense e situazioni ambigue, la tensione è nutrita in modo sapiente. I colpi di scena sono repentini, inaspettati. La paura si basa sul presentimento di quel che deve avvenire, cresce nella mente della protagonista.
L’ambientazione isolata e claustrofobica amplifica il senso di pericolo, mentre i rapporti tra le amiche si rivelano fragili. Il resort, in sé, gestito dalla sorella di una delle ragazze scomparse nel 2012, nuovo e all’avanguardia coi suoi comfort, contrasta con quel luogo buio e spaventoso che diventerà in seguito. Quando le ragazze inizieranno a sparire e la presenza di un omicida si farà ipotesi concreta.
«Tutto questo silenzio fa quasi paura. Immagino che in futuro, quando l’albergo sarà pieno di ospiti, si respirerà un’atmosfera ben diversa. Più intima e accogliente. La cornice ideale per una vacanza di lusso con parenti o amici stretti. Adesso, però, sembra quasi… spettrale. Inanimato. Un hotel senza personale, con appena una manciata di ospiti. Troppo perfetto, senza la minima traccia di usura, quasi non fosse destinato agli umani».
In L’addio al nubilato di Camilla Sten (Fazi Editore, marzo 2026), rancori e verità taciute non sono da sottovalutare. Il passato torna a visitare le protagoniste della storia e il loro destino diventa materia fondamentale per confezionale un finale d’impatto, tramite un ritmo che si rivela fin troppo serrato.
Riuscirà Tessa a imporre i suoi timori e a salvare le sue amiche? Soprattutto, a scoprire cos’è accaduto esattamente in quel luogo anni prima? Le quattro ragazze in questione non sono andate alle deriva su una barca e disperse in mare, come crede l’opinione pubblica. Secondo lei, qualcuno le ha uccise e sepolte sull’isola. Perché le vicende del 2012 e del 2022, distanti ma parallele, sono in qualche modo collegate. Trovando il bandolo della matassa, si accederà a una storia spaventosa.
Un romanzo consigliato per chi ama il thriller nordico, con storie corali che rivelano un microcosmo a sé stante, sussistente di vita propria. Finché nel torbido non scoppia una scintilla e il passato torna a chiedere conto con forza, trascinando ogni tessera del mosaico in un devastante effetto domino.


