Spesso alcune storie reali paiono inventate mentre altre invece, realizzate a tavolino, sono fatte talmente bene che, insinuandosi tra le pieghe della realtà, diventano praticamente vere. Vasto territorio nel quale si muove da sempre e con grande disinvoltura Marco Buticchi, mischiando ad arte personaggi storici, misteri irrisolti, complotti e fantasia. Questa volta però il suo gioco si fa ancora più ardito, e Oswald Breil e Sara Terracini tornano in scena per affrontare una spettacolare trama che attraversa più di sessant’anni di segreti e collega in sé alcuni dei più inquietanti misteri della storia contemporanea.
Ottobre 1962. All’aeroporto di Catania Fontanarossa, Enrico Mattei sale sul suo aereo diretto a Linate. Il presidente dell’ENI, che ha intrecciato trattative che spaziano dal nuovo presidente americano alle ricche monarchie Medio Orientali, sa di essersi fatto nemici potenti. La sua politica petrolifera potrebbe mettere in discussione enormi interessi internazionali i e il suo modo di muoversi non è certo quello di chi accetta volentieri le regole imposte dagli altri. Ma praticamente all’ arrivo, abbassato il carrello per l’atterraggio l’aereo esplode e precipita nelle campagne pavesi.
Appena un anno dopo, novembre 1963, a Dallas, viene assassinato John Fitzgerald Kennedy.
L’ex Marine Lee Harvey Oswald viene indicato subito come unico responsabile, ma prima di poter raccontare la propria versione dei fatti viene ucciso dall’ebreo affarista gestore di locali notturni, Jack Ruby. Perché? Una astrusa coincidenza? Oppure un tassello di quella vasta zona d’ombra intorno alla morte del presidente americano che da allora continua ad alimentare dubbi e ipotesi?
Di qui parte Buticchi per costruire la sua intricata e personale ragnatela. E nella trama farà entrare anche la brutta morte di Pier Paolo Pasolini con il riscatto chiesto dopo per il suo inedito romanzo Petrolio, famoso anche per le pagine mancanti e per i misteri che l’hanno circondato.
Buticchi, prende questi tre diversi fatti, li somma, li accosta, li forza, poi li collega per trasformarli in un intreccio narrativo in grado di correre avanti e indietro nel tempo.
Oggi, nel presente, Oswald Breil e Sara Terracini sono a bordo del Williamsburg. Il loro viaggio alle Hawaii dovrebbe essere una delle tante tappe della loro vita movimentata, ma anche stavolta l’imprevisto è nascosto dietro l’angolo. Un ex operatore televisivo, oggi magnate del settore a Honolulu, chiede l’aiuto di Breil e dei suoi, confidando loro di avere filmato per caso tanti anni prima alcuni particolari dell’attentato a Kennedy, che provano un’ altra versione, diversa da quelle ufficiali. Epperò poco dopo muore, apparentemente gettandosi dalla finestra. Ma sarà davvero un suicidio il suo? Subito dopo aver contattato Breil? Molto, ma molto sospetto come coincidenza.
Da quel momento in poi tutti i nodi del passato verranno al pettine.
Breil e Sara, affiancati da Bernstein, Toba, l’ammiraglio Grandi e gli altri personaggi della loro squadra, si troveranno coinvolti in una gigantesca macchinazione, capace di attraversare i decenni ed eliminare chiunque provi ad avvicinarsi alla verità, mentre nei retroscena si allarga l’ombra di un misterioso Comitato, disposto a tutto pur di difendere interessi e equilibri costruiti e consolidati nel tempo.
E qui salta all’occhio una inevitabile domanda: c’è qualcosa di vero o è tutto frutto dell’invenzione di Marco Buticchi? La risposta, probabilmente stavolta, rappresenta la parte più divertente del gioco.
Che Oswald non sia stato riconosciuto da tutti come l’esecutore dell’assassinio Kennedy è materia ormai nota ai più. Il rapporto tra Lee Harvey Oswald e Jack Ruby appartiene infatti alla prima ricostruzione dell’attentato ma continua a suscitare interrogativi. Anche il mistero intorno a Petrolio e alle sue pagine scomparse ha alimentato nel tempo interpretazioni e supposizioni. Ma riuscire a mettere nello stesso disegno Kennedy, Pasolini e anche la storia di Enrico Mattei, trasformando vicende tanto diverse in capitoli di un unico complotto, è un vero coup de théâtre.
Beh sappiamo che ogni volta Buticchi fa una specie di patto con il lettore: proponendogli: io prendo fatti, personaggi e misteri realmente esistiti, li porto sul terreno della fantasia e li collego in modo improbabile ma plausibile e tu ti diverti.
Il risultato anche stavolta è un libro frizzante e movimentatissimo pieno di svolte, personaggi, inseguimenti e rivelazioni, nel quale il gusto per il complotto diventa quasi una forma di fantasia politica e che mi porta a definire l’autore un apripista del thriller fantasy politico sociale con immaginifiche venature.
È qui che si riconosce Buticchi. Non tanto nella pretesa di offrire una verità alternativa alla Storia, ma di guardarla e prendere ciò che ha lasciato in sospeso per trasformarlo in ingegnosa materia narrativa. Alla fine, però, rimane sempre e soprattutto Breil. Breil a volontà, verrebbe da dire.
E anche la piacevole conferma che, quando si tratta di avventura, curiosità e voglia di mettersi ancora in gioco, le barriere dell’età semplicemente non esistono.
Largo ai… enni!
Il comitato delle ombre – Marco Buticchi
Patrizia Debicke


