Testimoni silenziosi – Elena Varesi



Elena Varesi
Testimoni silenziosi
Entheos Edizioni
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In Testimoni silenziosi, di Elena Varesi, ritroviamo il vicequestore Valentina Rossi, alla sua seconda indagine dopo il caso del cadavere ritrovato nei sotterranei del Duomo di Milano, raccontato in Sotto la superficie. Sin dall’inizio della serie, la giovane Valentina ha mostrato la sua incorruttibilità, arrivando a toccare con  le sue inchieste i personaggi importanti della Veneranda Fabbrica del Duomo, in questo libro ci mostrerà anche il suo coraggio, la determinazione e l’empatia verso i più deboli. 

Questa volta, Valentina si troverà di fronte a omicidi di giovani donne, amanti dei cani, e a un killer subdolo e cinico, capace di sfuggire come un’anguilla alle forze dell’ordine. La poliziotta ha però una risorsa fondamentale: Lamù, adorabile pastore australiano, che per lei è compagna d’avventura, antistress e preziosa alleata, nonché fedele amica sempre pronta a tutelarla. Questa nuova indagine non le farà però trascurare il cold case dell’amica Giulia, scomparsa quand’era ragazza, e questa volta Valentina troverà qualcuno che può aiutarla a far luce su un mistero che reca con sé una scia di dolore e inquietudine.

Intorno alle nostre due protagoniste si muove una squadra ben assorta e affiatata, il fedele e insostituibile aiutante Corrado Moretti, uomo di estrema sensibilità e di coraggioso attaccamento al dovere, il patologo Giulio, con cui Valentina ha un rapporto molto più che professionale, il sovrintendente Visentin, il simpatico Vise, a volte un po’ gaffeur ma utilissimo al momento giusto e, ultimo arrivato, il tenente colonnello Davide Sciacca, austero e composto profiler che ci riserverà molte sorprese.

Ma i grandi protagonisti del libro sono gli animali, in particolare i cani, di ogni specie, coloro che l’autrice ricorda nel titolo. Non c’è solo Lamù, c’è Max, c’è Trilly, c’è Ralph, creature piene d’affetto e di devozione, che, come nel caso di Max, sono in grado di ridare senso alla vita dell’ex clochard Angelina, colmandone, con la silenziosa e affettuosa lealtà, la dolorosa solitudine.

L’autrice nella vita, oltre a essere una scrittrice, è anche veterinaria e l’amore intenso che prova per le creature che ogni giorno si trova a curare traspare limpido e profondo in ogni pagina, contagiando e coinvolgendo il lettore. Basti pensare che Valentina definisce Lamù la sua famiglia.

Nell’incipit del romanzo, è commovente l’attaccamento del cane Max nei confronti della padrona uccisa, così come è toccante la tattica di avvicinamento che Valentina utilizza per tranquillizzarlo. La vicenda di Angelina, che viene in un certo senso ‘salvata’ dall’animale, ci racconta molte cose, soprattutto che noi esseri umani presumibilmente pensanti avremmo moltissimo da imparare, in quanto a umanità, dagli animali.

Donatella Brusati

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