Talvolta il taglio cinematografico di un romanzo serve per coprire qualche falla narrativa o qualche trama inconsistente e debole.
La collaborazione tra Reese Witherspoon e Harlan Coben ci porta invece dinanzi ad un lavoro da un differente taglio cinematografico, caratterizzato da estrema scorrevolezza e cambi di scena assolutamente ben costruiti, che conducono il lettore a scorrere avidamente pagina dopo pagina per capire cosa ci sia dietro la caduta della protagonista Maggie McCabe.
Ed è proprio questa forte dicotomia tra il crollo della protagonista e la sua solidità come personaggio, ex chirurga militare incapace di esitare, la pietra angolare di questo romanzo in cui due penne si intersecano con rara compiutezza, conducendo a quell’inusitato calcolo algebrico per cui uno più uno somma tre.
E poi c’è la certezza, la sicurezza del lusso, della tecnologia, della ricchezza che improvvisamente divengono una cella stretta e claustrofobica per cui nulla è più come sembra ma che soprattutto conduce il personaggio principale a dover camaleonticamente cambiare la propria prospettiva di vita, dinanzi al dissolversi della propria identità.
In questo ottovolante di cambi di scena e di improvvise ed inaspettate curve a gomito, sono proprio le improvvise cadute nascoste dietro l’angolo che smontano ogni forma di convinzione della protagonista e, con lei, le aspettative del lettore che viene trascinato attraverso una spirale di eventi che lo getta in zone d’ombra, mai lasciandolo al sicuro.
Sembra quasi che “The Changeling” prima traccia dell’ultimo LP dei Doors, sia la perfetta colonna sonora di un volume che Longanesi ci offre per un’estate tutt’altro che serena.


