
Sergio Badino
Operazione Octopus
Piemme
Il romanzo ha l’andamento di un thriller, come è giusto che sia in un giallo per ragazzi dove l’avventura prevale sull’indagine pura, razionale, anche se questa non manca, in un calibrato equilibrio tra azione e deduzione. Tuttavia la storia tende con decisione al noir, naturalmente a misura di lettori molto giovani, addirittura al romanzo sociale che porta alla luce i lati oscuri della società e delle famiglie. La scrittura allude all’hard boiled: ad esempio, l’auto dei sicari sembra un “predatore pronto al balzo…un rapace a quattro ruote”, da cui “la mitragliatrice tartaglia senza sosta la sua sinfonia” suonata da gangster con cappelli fedora neri ovviamente.
L’ambientazione è quella degli anni ’50 del secolo scorso a San Francisco: fanno capolino Casinò Royal di Fleming, Il falcone maltese di Hammett, Vertigo di Hitchcok, Ray Charles che canta Hess Around, compaiono perfino tracce della Guerra Fredda tra Usa e Urss. È un compendio di storia, soprattutto culturale, del tempo. Johnny Frisco è un quindicenne di origini italiane che vive con gli zii perché i genitori, due scienziati, sono misteriosamente scomparsi. A scuola viene bullizzato con l’insulto “mafia”, ma è difeso da Betty, una compagna di scuola afroamericana molto bella con cui fa amicizia. Fa amicizia anche con Hector, ex pilota di guerra preda dei suoi demoni alcolici, che ora vorrebbe far pubblicare sul giornale una foto, molto confusa, di una piovra gigante che avrebbe affondato una barca con due pescatori. Anche Johnny, che vuol diventare giornalista, presenta i suoi articoli al
direttore del Guardian, tra cui uno in cui descrive l’assassinio di un vecchio ad opera di due killer. Un altro omicidio si verifica al porto. Ma il direttore del giornale è più interessato alla piovra che fa vendere copie. Johnny trova un biglietto del padre con l’enigmatica scritta “stO cupo”, che in realtà è l’anagramma di Octopus, nome della barca dello zio, sulla quale si aggrovigliano
segreti e misteri: delitti, loschi interessi, corruzione, mafia (quella vera), rivelazioni e complicità devastanti. Per la soluzione del caso Johnny dovrà calarsi (letteralmente) sulla Octopus in una Mission: Impossible alla Tom Cruise, con Hector alla guida di un idrovolante per poi risalire (sempre letteralmente) dopo aver vinto anche la talassofobia. E la piovra gigante? Sorpresa! Quando tutto sembra finito Jonny riceve una lettera della madre che apre uno squarcio sul mistero della scomparsa.
Continua? Un “perla” che i ragazzi a scuola, anche quelli che non vogliono fare i giornalisti, farebbero bene a raccogliere è quella del direttore del Guardian che, pur apprezzando l’articolo del ragazzo, gli suggerisce: “Togli qualche avverbio qua e là. E anche gli aggettivi…usali il meno possibile. Verbi e sostantivi sono più efficaci” – Hemingway non avrebbe saputo dir meglio per una scrittura “onesta”.
Da 11 anni