Il commissario Rudi Carrera è un uomo che si sente marchiato da un destino ostile: ha perso le persone che avrebbe dovuto proteggere, soprattutto Teresa, una giovane tossica che gli forniva informazioni sull’ambiente trapper. Come non bastasse, anche le donne della sua vita, esacerbate dall’inquietudine e dai rimorsi che lo divorano, scelgono di allontanarsi da lui.
Inaspettatamente, gli si offre l’occasione di riscattarsi, dopo il ritrovamento del corpo di un giovane senza identità, privato del fegato e dei reni. Il profondo e innato senso di giustizia di Rudi lo induce a mettersi sulle tracce dell’assassino, benché consapevole di calarsi in un inferno di orrore inesprimibile, dove le persone più deboli diventano merce, organi da vendere a un’umanità altrettanto disperata ma priva di qualunque scrupolo etico.
Bongiorni ha creato un personaggio borderline, ai limiti della legge ma ben saldo nei confini della giustizia, se la si intende come un risarcimento alle ferite inflitte alla comunità. Carrera si muove, quasi allucinato, aggirandosi in una Milano altrettanto allucinata, governata dal denaro, contaminata dalla cocaina, in cui un metafisico senso di vuoto è colmato da ogni possibile surrogato, che sia la droga, il potere, il sesso. Le peregrinazioni del commissario e dei suoi uomini per le strade hanno gli echi di un viaggio infernale, in cui si passa da un girone all’altro, senza che la depravazione abbia mai fine.
Carrera è un Dante senza la sua guida Virgilio, un Dante consapevole di non poter aspirare nemmeno al Purgatorio, condannato insieme alle troppe anime a cui dovrebbe portare la legge e la giustizia. Con realismo e umanità, Bongiorni delinea i componenti della sua squadra, Pelide, Esposito, il commissario Fenisi, tutti personaggi con l’animo ferito ma con la coscienza limpida, che affrontano, tra cadute e risalite, l’angoscia quotidiana di chi sa che il male spesso vince.
Un noir a tinte forti, con un titolo quanto mai azzeccato e un incipit in cui echeggiano note liriche. Il ragazzo che si getta dal terrazzo sembra un delicato e sofferente ballerino, un’anima fragile che cerca nell’ultimo volo di salire verso qualcosa di alto. O di essere finalmente libero. Un’anima altrettanto lacerata che cerca il riscatto è il chirurgo Nathan Zevi, a cui è stato offerto molto ed è stato sottratto tutto.
In mezzo a tante anime nere che vivono per sopraffare, Carrera e la sua squadra, e questi personaggi, oltre al giornalista Sandro Chiodi, sono schegge luminose di un noir forte, teso e intenso.


