Patricia Cornwell ha sempre avuto un grande interesse per le nuove tecnologie, anticipando i prodigi dell’Intelligenza Artificiale, con attenzione alle minacce spaziali rilevanti per la vita contemporanea. Per questo, dopo averla amata alla follia nel 1990 quando ha dato alle stampe un capolavoro come Postmortem, l’avevamo ritrovata efficace in pochi altri episodi del suo personaggio: l’anatomopatologa Kay Scarpetta. Per poi rammaricarci che avesse inserito supereroi in un mondo surreale, pieno di droni e realtà fantascientifiche, che purtroppo avevano nulla a che fare col thriller.
Ma l’errore è stato nostro! La sua non intendeva essere una virata verso un altro genere, bensì un’anticipazione dei tempi. Un monito per comprendere da dove potessero giungere i guai futuri.
Adesso che questi tempi si sono allineati (con l’incursione della AI niente è impossibile), torniamo ad apprezzarla.
I comprimari della serie, con cui siamo cresciuti, ci fanno sentire a casa. Senza tralasciare le trame, ogni volta bene articolate e congegnate. E poi c’è una narrazione cinematografica, che fa scorrere facilmente le pagine, neanche stessimo vedendo un film. E in Taglio letale (Mondadori, novembre 2025), la suspense è davvero ai massimi livelli!
È la vigilia di Natale. All’Istituto di Medicina legale di Alexandria, in Virginia, Kay Scarpetta sta terminando un’autopsia su un padre di famiglia, caduto nel fiume Potomac e ritrovato dopo una settimana di permanenza in acqua. Patricia Cornwell ha lavorato presso l’obitorio di Richmond, per cui le procedure sono veritiere. Pare di odorare il tanfo della morte e avere davanti lo schifo della putrefazione.
Come se non bastasse, fuori imperversa una spaventosa bufera di neve, per cui l’obitorio è quasi deserto. Chi ha potuto è già andato a casa, evitando il rischio di rimanere bloccato. Anche Kay teme di non riuscire a raggiungere la propria abitazione, per festeggiare il Natale in famiglia.
La cittadinanza è terrorizzata, visto che in giro c’è un pazzo maniaco che ha già ucciso tre donne, col medesimo modus operandi. L’immagine di uno spettro dagli occhi rossi e un coltello in mano, viene proiettata all’interno dell’abitazione della vittima designata, roba da infarto! Un ologramma, frutto di sofisticate tecnologie, usato dall’assassino come annuncio di morte. Poi, quando la notte tace, lui entra furtivo e ammazza la malcapitata. Una presenza in carne e ossa, che darà alla combriccola di investigatori da pensare. Non mancheranno le congetture e i sospetti.
Kay Scarpetta e il marito Benton Wesley, quest’ultimo profiler dei servizi segreti dell’FBI, saranno chiamati il giorno di Natale al Mercy Island, sede di un noto ospedale psichiatrico, dove lo Squartatore Fantasma, questo il nome dato dai media, ha colpito per la quarta volta. Sul pezzo, è proprio il caso di dirlo, ci sarà già il fedele detective Marino, da sempre innamorato di Kay. Mentre sulla pista di decollo di Quantico troveremo Lucy, la nipote di Scarpetta e collaboratrice dell’FBI, pronta ad aiutare la zia col suo potente elicottero.
Non è un mondo di fantasmi, quello che ci propone Patricia Cornwell. Bensì il futuro di un’umanità malata e sempre più crudele, che utilizza la tecnologia nel peggiore dei modi per diventare diabolica.
Gli affezionati noteranno delle ripetizioni, nella descrizione della casa di Kay e la caratterizzazione dei personaggi, quasi che Cornwell si preparasse ogni volta una trama diversa e la inserisse in un contesto preesistente. La prima parte è più dettagliata rispetto alla seconda, che invece termina in fretta. Il passato viene spesso citato e i soggetti coinvolti hanno stabilmente un’implicazione con Kay Scarpetta. Il personaggio, del resto, era valso alla Cornwell lo Sherlock Award per il miglior detective creato da un autore americano. È normale che tutto giri attorno a lei!
Quel che bisogna riconoscere è una grande abilità nel dipanare trame. I tasselli combaciano, mentre suspense e finale a sorpresa sono garantiti.


