In Svolta mortale, Daniele Cambiaso costruisce un noir storico di grande densità emotiva e politica, ambientato in una Genova ferita o peggio messa in ginocchio dall’alluvione del 1970 , attraversata da un clima di sospetto tipico degli anni più cupi della storia repubblicana.
Il romanzo si muove lungo una linea di doppia frattura: da un lato la tragedia naturale, dall’altro la violenza latente della strategia della tensione, con il suo intreccio di servizi segreti, nostalgie autoritarie e primi fermenti terroristici. Il risultato è una storia in cui l’indagine criminale diventa strumento per esplorare una società in bilico, oltre alla coscienza di un uomo incapace di trovare un luogo stabile nel mondo.
Il protagonista, il vicecommissario Lorenzo Muraro, è una figura segnata, un poliziotto trasferito a Genova dopo un episodio traumatico avvenuto durante la rivolta di Reggio Calabria. Non si tratta del classico investigatore granitico e risoluto, ma di un uomo attraversato da fratture interiori, rancori e sensi di colpa. Muraro è un personaggio inquieto, spinto da una tensione autodistruttiva verso la verità , quasi ogni passo avanti nell’indagine rappresentasse anche un passo verso il proprio baratro. La narrazione in prima persona intensifica questa sua dimensione, trascinando il lettore nei suoi pensieri, nei rimorsi e in un antico dolore legato alla sfera familiare, mai del tutto elaborato. Cambiaso modella Muraro con scultorea precisione, senza mai offrirgli scorciatoie consolatorie, mantenendolo sempre sospeso tra il desiderio di riscatto e il destino di un’autocondanna.
Accanto a lui, una costellazione di figure ambigue: vedove enigmatiche, imprenditori senza scrupoli, reduci di guerra ancora intrappolati nei fantasmi del passato, funzionari dei Servizi pronti a insabbiare ciò che non deve emergere. Anche Antonio Caligari, la vittima la cui morte innesca l’indagine, rivela progressivamente una complessa fisionomia. Non più semplice cadavere ritrovato nel fango ma nodo di segreti, opache relazioni, compromettenti informazioni. Ogni personaggio condivide una porzione di colpa, una macchia, un frammento del fango morale che rispecchia la città , trasformata in una palude di menzogne e silenzi.
Il contesto storico rappresenta uno degli elementi più riusciti del romanzo. L’alluvione del 1970 non è solo sfondo, ma una viva presenza, un organismo che inghiotte strade, case e certezze. La Genova descritta da Cambiaso è una città spettrale, soffocata da pioggia, fango e nebbia, una metropoli ferita che diventa specchio dello stato d’animo del protagonista. L’acqua che sommerge la scena del crimine funge da metafora dell’occultamento, del tentativo di cancellare tracce e responsabilità , mentre il fango che ricopre corpi e edifici si trasforma in simbolo di una coscienza collettiva, mai del tutto purificata.
Il periodo storico della vicenda, segnato dalla strategia della tensione, conferisce al romanzo una dimensione politica e morale di grande spessore. Gli anni Settanta emergono come un tempo sospeso tra il trauma della guerra ancora vicina e un futuro minacciato da complotti, terrorismo, paura di golpe militari. In questo clima, la fiducia diventa un bene rarissimo, mentre ogni relazione appare potenzialmente contaminata da doppi giochi e interessi occulti. Cambiaso restituisce la percezione di un Paese fragile, in cui le ombre del fascismo non sono state del tutto dissolte e le nuove forme di violenza politica stanno per esplodere, trasformando il tessuto sociale in un campo minato.
La forza del romanzo risiede anche nella capacità di intrecciare la dimensione privata con quella pubblica. Muraro indaga un omicidio, ma in realtà si muove dentro un labirinto di responsabilità storiche, morali e personali. L’alluvione rappresenta la catastrofe fisica, mentre la strategia della tensione rappresenta quella etica. Le due dimensioni confondendosi, costruiscono un’atmosfera di fatalismo in cui la verità non libera, ma condanna. L’indagine avanza come in una palude, ogni passo più rischioso del precedente, ogni rivelazione più destabilizzante.
Dal punto di vista stilistico, Cambiaso adotta una prosa solida, priva di compiacimenti, capace di evocare paesaggi urbani con precisione quasi cartografica. La Genova del romanzo è una città percorribile, riconoscibile, viva pur nella sua distruzione. La scelta della prima persona rafforza il coinvolgimento emotivo, costringendo il lettore a condividere la percezione del protagonista.
Svolta mortale si impone come un noir storico di grande ambizione, capace di fondere tensione investigativa, introspezione psicologica e ricostruzione storica. È la storia di un uomo che cerca un senso mentre tutto intorno a lui crolla, di una città che tenta di risollevarsi dal fango, di un Paese attraversato da paure e segreti. Un romanzo in cui la verità non rappresenta una rassicurante conquista, ma un boomerang, e in cui il passato, continua a tornare, trascinando con sé colpe mai espiate.
Svolta mortale – Daniele Cambiaso
Patrizia Debicke


