L’ultima cosa che sai – Paolo Roversi



Paolo Roversi
L’ultima cosa che sai
Marsilio
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Ritorno alle origini in “L’ultima cosa che sai” (Marsilio) per la dodicesima indagine e avventura gialla del giornalista hacker Enrico Radeschi, nel ventennale da scrittore di Paolo Roversi. Il brillante cronista di MilanoNera salta in sella al Giallone verso Capo Ponte di Emilia, il suo borgo natale nella Bassa padana, nell’aprile 2019. L’obiettivo è fare una sorpresa ai genitori per Pasqua ma sarà proprio la sua culla affettivo-gastronomica ad avvincerlo in un nuovo mistero per trarne nuovi scoop. In concomitanza con la sua visita, infatti, viene ritrovato il cadavere di un uomo a braccia incrociate, le dita strette a un orologio con le lancette ferme sulle 3.15. Un omicidio alla ‘true crime’ opera del Mostro del Po degli Anni Sessanta tornato in attività? O un killer devoto a un rituale voluto da un antico “tribunale delle acque”, in base a una fantomatica leggenda risalente ai tempi dei Gonzaga? O altro ancora?

Paolo Roversi semina piste tra tortelli di zucca, succulenti arrosti e salame al cioccolato, dividendo l’attività del giornalista in Vespa tra i genitori, la caserma dei carabinieri, il Po e bar dove trovano rifugio le sinapsi del borgo e ponendolo in nuove, spesso esilaranti relazioni con il suo territorio. 

Come ormai ci ha abituato, lo scrittore affianca all’indagine principale un binario investigativo, in questo caso milanese e legato al presunto suicidio di un professore del Politecnico dalla dinamica sospetta. Qui entra in campo il vicequestore Loris Sebastiani che, orfano di Radeschi, ricorre alle arti informatiche della giovane filippina Liz, influencer improvvisata che convive con la cugina del giornalista, Marika, regina della movida milanese. Dopo aver chiuso burrascosamente con Lucy, restio a lasciar andare Carla che ha vinto il concorso da commissario, il burbero ed esigente poliziotto è combattuto e in preda a dubbi che non è disposto ad ammettere. La necessità di interpellare a tutti i costi Radeschi per le indagini, porterà Loris e Liz nella Bassa padana dove altri incontri riconnetteranno il lettore con le mille stuzzicanti anime indagatrici dei diversi misteri, tra campagna e metropoli.

Ad affiancare Enrico nella stazione locale dei carabinieri padana troviamo il maresciallo Giorgio Boskovic e il brigadiere Gennaro Rizzitano, ex compagno di scuola di Enrico. Il clima noir è vivacizzato da scene condite dall’umorismo che ormai abbiamo imparato ad amare nella serie, coerente con la caratterizzazione dei personaggi.

Non mancheranno graditi ritorni, anche in stile ‘ritorno al futuro’. Enrico è un investigatore amatoriale genuino e brillante ma talora ingenuo: la narrazione in prima persona ci restituisce la sua umanità. In questo romanzo, tuttavia, ritrovare i luoghi della sua infanzia e adolescenza, ci mostra quanto l’esperienza milanese l’abbia forgiato. Dopo anni non proprio facili e per alcuni versi dolorosi a Milano, Enrico si reca alla biblioteca locale per consultare la Gazzetta di Mantova di maggio e giugno del 1961 e resta indifferente a ogni perplessità, anche se la bibliotecaria mi guarda come se le avessi domandato un autografo di Garibaldi.

Quando ero bambino, la domenica di Pasqua significava una tavola imbandita e affollata di parenti, la colomba – magari ricoperta di cioccolato – e la tovaglia buona che mamma tirava fuori apposta per l’occasione. Oggi, con il sole nascosto da una coltre di nubi basse, finisco rinchiuso in un polveroso sgabuzzino insieme al brigadiere Rizzitano, a scartabellare faldoni dimenticati lì da più di mezzo secolo…

In questo romanzo di ‘riconnessione con le sue radici’ l’indagine metterà Radeschi molto alla prova e, insieme a lui, le sue relazioni saranno minacciate – fatto non nuovo. Come ne uscirà? Ma, soprattutto, cosa nasconde Lana, una bad girl appena conosciuta, dal sex appeal conturbante?

Spesso l’ultima cosa che sai è quella che cambia tutto. Ammesso di comprenderne il vero significato. Ma la frase, collocata verso la fine del romanzo, non spiega ancora le ragioni che hanno ispirato il titolo. Ed è proprio questo che contribuisce a rendere il giallo avvincente sino alle ultime righe, quando sul Po, oltre che su Milano, tornerà a risplendere il sole.

Monica Sommacampagna

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