Le chiavi del cosmo – Glenn Cooper



Glenn Cooper
Le chiavi del cosmo
Casa Editrice Nord
Compralo su Compralo su Amazon

Esplorazioni, codici da decifrare e uno sfaccettato mistero archeologico reso in modo storico-scientifico. È la cifra stilistica del thriller dello scrittore Glenn Cooper, con alle spalle una laurea in archeologia e una in medicina, che ha la capacità di intrecciare nei suoi libri la cultura antica con i dilemmi e le ansie contemporanee. Ne “Le chiavi del cosmo” (Casa Editrice Nord) David Birch, un archeologo di fama internazionale, ritrova un congegno di bronzo in un cunicolo inesplorato a Derinkuyu, la leggendaria città sotterranea nel cuore della Cappadocia. Un fatto straordinario per il reperto, collocabile oltre duemila anni prima: su di esso è incisa una mappa del mondo in cui appaiono i continenti e gli oceani, che all’epoca erano sconosciuti. Gli pareva
impossibile che un congegno all’apparenza così moderno provenisse dall’antica Grecia. (…) A meno di non pensare che provenga da un altro mondo… Il mistero, che il professor Birch è abituato a risolvere con rigore logico e attingendo alla sua cultura storica, prende così piede, senza concessioni alla fantascienza e fondendo mitologia, religione e scienza. Dalla Turchia l’archeologo si reca in Grecia dove conosce Eleni, la studiosa di un istituto rinomato ad Atene che conserva parte di un meccanismo simile. Per ricomporre il misterioso marchingegno, denominato ‘La macchina del destino’, i due dovranno intraprendere un viaggio che li porterà dalla Germania all’Inghilterra, incrociando indizi seppelliti nel passato. L’indagine, di scoperta in scoperta, è disseminata di cadaveri e omicidi e segue una pista ben delineata.
Uno degli aspetti più interessanti è il dialogo tra diverse epoche storiche che Glenn Cooper rappresenta con emozionanti flashback in presa diretta, che costituiscono un interessante doppio binario narrativo. Questo aspetto, a mio avviso, avvince più di alcune lunghe digressioni storiche inserite nei dialoghi al presente storico – temi in cui Cooper mostra la sua notevole competenza, ma che così espressi rischiano talora di allentare la tensione narrativa. Le sensazioni thriller si sviluppano progressivamente e divampano verso metà dell’opera: chi ha ucciso e si è messo sulle tracce dei due protagonisti? Chi sta attentando alla vita di David, Eleni e della loro comunità di ricerca? Ma, soprattutto, cosa si nasconde dietro il misterioso reperto ultra millenario che potrebbe avere la capacità – tutta da dimostrare – di prevedere il futuro? In quest’ultima domanda risiede il motore filosofico della trama, che traina la suspense. Non abbiamo a che fare con una pirotecnica ricerca alla Indiana Jones – anche se certe atmosfere da Predatori dell’arca perduta potrebbero strizzare l’occhio ad alcuni inseguimenti, disseppellimenti e fughe. Il protagonista si lascia sfuggire pochi momenti autoironici o comici. L’interrogativo che genera la reale tensione del testo è capire se il marchingegno verrà reperito e se funziona, perché il tema clou del romanzo è eterno e inquietante: si può prevedere il destino? In che modo il presente e il futuro dialogano con il passato? Il tutto con la scientificità che caratterizza i thriller di Glenn Cooper. In sostanza, in questo libro l’autore non indugia in dinamiche action ma architetta scene per mettere in luce il dilemma tra fede, scienza e destino quale motore pulsante della trama. E i colpi di scena non mancheranno.

Monica Sommacampagna

Potrebbero interessarti anche...