Il romanzo di Marceau Miller – Marceau Miller



Marceau Miller
Il romanzo di Marceau Miller
Einaudi
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La montatura pubblicitaria de “Il romanzo di Marceau Miller”, scritto da Marceau Miller e pubblicato da Einaudi, ha dato vita ad un’aspettativa molto alta. Per prima cosa, il fatto che non si riescano a reperire notizie riguardo all’autore del libro ha creato un alone di mistero attorno ad una trama che stimola l’attenzione: un famoso scrittore cade nel vuoto durante un’arrampicata a mani nude, ma non è stato un incidente e la moglie si danna l’anima per riuscire a scoprire la verità.

Nelle prime pagine è lo stesso Marceau a raccontare in diretta il momento della sua morte. C’è da dire che come inizio è piuttosto promettente, basta non stare troppo a riflettere su quando potrebbe mai averlo scritto, visto che la caduta gli ha procurato morte immediata. Forse è un fantasma che sta scrivendo una lettera d’addio in tempo reale? Chissà. Partendo dal presupposto di non voler fare le pulci ad ogni pagina del romanzo, resta il fatto che un incipit di questo tipo è molto forte e procura una certa curiosità. 

“Mi sono sempre chiesto se il cervello si scolleghi prima della collisione fatale. Tra qualche centesimo di secondo lo saprò. Cinquanta metri. Dieci metri. Buio.”

Marceau Miller sta scalando una parete rocciosa, come d’abitudine senza corde, ma ad un tratto scorge un’ombra sopra di lui e precipita per diversi metri, schiantandosi al suolo. Dopo questa breve presentazione, prende il via il vero e proprio thriller psicologico, narrato in capitoli che descrivono la giornata prima della sua morte, il giorno in cui accade e quelli a seguire. La sera antecedente la morte ci sono stati i consueti festeggiamenti con gli amici di sempre per la conclusione del suo ultimo romanzo, un rituale che diventa assurdamente profetico in una frase che lui stesso pronuncia parlando con la moglie: “Il rituale, Sarah, è la chiave per uno scrittore. Uno scrittore senza rituale è uno scrittore morto.”

“Domenica 16 maggio 2021: Bagliore sfocato, ore 5.10 sullo schermo della sveglia. Marceau non è accanto a me. Maledetto scrittore.”

La storia è per la maggior parte raccontata dal punto di vista di Sarah, la moglie di Marceau. La loro è stata una relazione poco convenzionale. Lui ha sempre fatto la vita dello scrittore, è stato un uomo schivo e pensieroso, pieno di impegni, interessi personali e attività solitarie e pericolose. Il rapporto tra i due ha funzionato a lungo grazie soprattutto all’arrendevolezza di una moglie che ha accettato di stare al suo posto, anche se a volte con estrema fatica. Nonostante ciò, Sarah gongolava quando Marceau concludeva la stesura di un libro, poteva riaverlo tutto per sé anche se soltanto tra un romanzo e l’altro. Lo amava, sì, malgrado fosse consapevole di avere a che fare con un uomo molto egoista, che si occupava poco e niente dei loro due figli e che sembrava sempre nascondere un segreto. 

“Le rare volte in cui ho tentato di saperne di più sui pensieri che gli attraversano la mente, mi sono ritrovata sull’orlo di un precipizio senza fondo. È il confine della nostra coppia. Una regola non detta, una distanza di salvaguardia, la sua salvaguardia.”

Nonostante l’hype creato attorno alla figura di Marceau Miller, le parti di romanzo raccontate da lui riguardano soltanto le prime pagine in cui descrive la sua morte e quelle in cui legge un misterioso manoscritto, da lui scritto e che non si capisce bene dove sia nascosto, e che contiene, forse, tutta la verità. La grossa fetta della storia è narrata in prima persona da Sarah e giusto qualche capitolo è scritto dal punto di vista di Karen, la sua amica e socia in affari. 

Immaginandoci luoghi ricchi di rigogliosa vegetazione con il lago di Ginevra sullo sfondo, conosciamo anche gli altri personaggi della storia. Rollin, Alexis e Karen, oltre a Reynaud, tutte persone che sono accanto alla coppia da una vita. Hanno attraversato insieme gioie e dolori e reagiscono alla morte dello scrittore ognuno a modo suo, insinuando con le loro azioni una moltitudine di pensieri nella testa della povera Sarah.

Ciò che più colpisce di questo romanzo è lo stile narrativo di Miller che ha deciso di strutturarlo seguendo le formule classiche dei thriller di successo che accalappiano il lettore, impedendogli di frenare la lettura fino all’ultima riga. La scrittura è diretta e arricchita da una serie di avvenimenti misteriosi che vengono alla luce continuando a leggere. Il tutto è corredato dalle complesse dinamiche, sia familiari che di amicizia, che si svelano con un ritmo che non lascia spazio alla monotonia. Il finale però viene svelato in modo un po’ troppo sbrigativo. Ok, le tessere del puzzle si sistemano tutte al loro posto, ma sembra quasi che ad un certo punto l’autore avesse fretta di concludere la storia e quindi ha scelto un epilogo poco originale.

Spicca in modo prorompente la situazione psicologica di Sarah. Se guardiamo i fatti per quello che sono, lei è una donna che di punto in bianco perde il marito. Miller ci offre un’analisi accurata della disperazione che la pervade e l’annienta, ci fa toccare con mano il dolore di una perdita, un tormento talmente intimo e lacerante da rasentare la follia. 

Considerato il tam-tam mediatico diffusosi con rapidità sui social, “Il romanzo di Marceau Miller” alla fine delude un pochino le aspettative, anche se la coerenza della trama, seppur leggermente stiracchiata, convince. Comunque ansiogeno al punto giusto e con i suoi bei colpi di scena, è un libro da leggere in breve e senza interruzioni, da prendere per quel che è senza farsi troppe domande sulla logicità di alcuni dettagli.

Erika Giliberto

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