La cifra dell’intero romanzo è contenuta nel titolo, e nel misterioso prologo, che solo nelle pagine finali acquisteranno un senso.
Non facciamoci quindi ingannare dalle primissime immagini che ci mostrano due amiche, giovani e belle, Angela e Beatrice (due nomi a loro volta ingannevoli) in vacanza in Sicilia. La vita sembra sorridere: mare, sole, arancini, abbronzatura, amici casuali …la tetraggine della routine milanese, i guai, i lutti recenti, gli abbandoni e i fidanzati invadenti…tutto lontano, lasciato alle spalle ma, ahimè, prossimo a riemergere.
Ma la placida quotidianità , pur con i molti problemi irrisolti, viene sconvolta da una girandola di eventi che in poco tempo si abbattono su Angela che, dopo questa vacanza, non più essere la stessa. La scomparsa di Beatrice, l’arrivo di Alberto, il fidanzato con cui il rapporto si è da tempo raffreddato, l’emergere di strani indizi, il ritorno a Milano con nuovi inaspettati drammi e la scoperta di verità troppo a lungo taciute o negate …sono l’inizio di uno tsunami da cui non si salva nemmeno la sua vita lavorativa.
Ma proprio nel momento di maggiore fragilità , quando il mondo sembra accanirsi contro di lei, e le amicizie scompaiono magicamente dal suo orizzonte esistenziale, Angela riesce a recuperare i fili di relazioni che sembravano secondarie e a trovare l’appoggio di persone che, al contrario di quanto avrebbe potuto immaginare, si fidano di lei.
La madre, Lucilla, da sempre distaccata e fredda, riesce a ristabilire con lei un rapporto empatico e affettivo, mostrandole la sua vera natura; Livia, un’amica considerata volubile e leggera, non esita a mettere il suo tempo, la sua casa, la sua sicurezza a sua disposizione; Alfonso, il maresciallo siciliano che segue l’inchiesta, spostandosi tra la Sicilia e Milano, non cesserà mai di fidarsi di lei, anche mettendo a rischio la propria serietà professionale.
Una girandola di personaggi, più o meno simpatici, si muovono sullo sfondo di una Milano estiva, resa insopportabile dall’afa e dal cemento, e di Ortigia e della Sicilia con il suo splendido mare, il buon cibo e i tramonti mozzafiato.
Angela, in crisi su tutti i fronti, riesce a rendere una sconfitta un’occasione di crescita e rinascita. Con metodo e costanza, cerca tra gli indizi, i discorsi, le parole dette o non dette, le allusioni… tutto quello che nella vicenda che l’ha coinvolta, e l’ha resa facile bersaglio dei giudizi feroci degli altri, può fornirle appigli e suggerimenti per fare luce sul passato. E sul presente.
Da senior fashion buyer, capace di accompagnare i clienti di grandi magazzini di lusso nella fase dell’acquisto e segnalare i brand da proporre agli store, sia fisici sia on line, a detective che riesce a raccogliere e decodificare tracce… il passo non è così breve. Angela però, colpita duramente negli affetti più profondi, poco per volta ricompone il puzzle i cui pezzi sono stati sparigliati, mettendo insieme segni talvolta minimi.
Così, tra valigie e valigette di cuoio che entrano ed escono da stanze d’hotel e di appartamento, Moleskine perdute e ritrovate, dépliant di agenzie immobiliari, segreti familiari lungamente custoditi e conosciuti da pochissime persone, Glock 17, manette, auto carambolate… si arriva al finale, quando Angela ricostruisce la verità davanti a un attonito Alfonso, il maresciallo che ha seguito le indagini, proteggendola.
«L’espressione incredula di Alfonso le fece dimenticare, per alcuni secondi, ogni sofferenza. La soddisfazione di aver scoperto la verità prima di lui era enorme.» Così come la soddisfazione di chi ha seguito le vicende fino in fondo, pagina dopo pagina, trovando credibile un finale …inaspettato.


