Mare mosso – Roberto Cimpanelli



Roberto Cimpanelli
Mare mosso
Marsilio
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Mare mosso non è solo un romanzo, ma anche un film, che è stato presentato a Venezia alle Giornate degli Autori. Cimpanelli, infatti, non è solo scrittore, ma artista poliedrico, ed è interessante, riguardo a questo romanzo, quello che dice in un‘intervista sul film da lui diretto, sostenendo che nei gialli il contesto criminale è spesso un cavallo di Troia per portare il pubblico da un’altra parte.

È proprio quello che avviene in Mare mosso, dove Ostia e il suo lido non sono un’ambientazione, ma un microcosmo umano, sociale e sentimentale.

Ma veniamo alla trama. Sul lungomare di Ostia, intorno al Pachanga, un locale dove lavorano i principali protagonisti, la famiglia Secci, che lo gestisce, traffica con i suoi loschi affari, dovendosi difendere da chi vorrebbe toglier loro il controllo della città. Qui si incontrano Daniela, che ha un passato di dipendenze alle spalle, e Massimo, un giovane pianista di Sorrento, talentuoso e riservato. Intorno a loro si muovono numerosi personaggi, come Rutilio, figlio cocainomane del proprietario, il commissario Angeletti, devastato dalla rabbia per la perdita della figlia tossicodipendente, Gino, un vecchio pescatore un po’ filosofo e altri ancora. Sarà un omicidio a mettere in moto un ingranaggio che procederà inarrestabile come un’ondata di piena…

Mare mosso rappresenta con efficacia un’umanità dolente, in cui il bene e il male sono concetti applicabili solo nella teoria, perché i cattivi hanno anch’essi un’anima trafitta e i buoni faticano a scorgere il sentiero giusto. Quello che accomuna tutti è la fatica dell’esistenza, la condanna dell’emarginazione o di un destino già deciso da qualcun altro, lo smarrimento della propria anima, o meglio del proprio autentico ‘io’. Nel degrado urbano che li circonda, si rispecchia il degrado di una società tracciata dalla violenza, dal denaro, dal sesso e dalla droga, che contamina chiunque, gli sconfitti ma non meno i vincitori.

Massimo e Daniela sembrano redimersi in virtù di una delicatezza e una sensibilità che ancora alberga nella loro anima, la musica che nasce dalle abili mani di Massimo, ci ricorda che la bellezza sopravvive a ogni bruttura, soprattutto, sono i sentimenti, di qualunque genere essi siano, che possono riscattare ogni errore e ogni fallimento.

Mare mosso è un’opera poetica, non solo un crime, perché la luce appare ancora più luminosa quando è un barlume nel buio, nel caos, nel grigio delle macerie e della disperazione.

Donatella Brusati

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