Ross Montgomery è un autore che ha conquistato il Regno Unito grazie alla pubblicazione di numerosi libri per ragazzi. Qui lo ritroviamo al suo esordio narrativo con “Assassinio a World’s End” (Longanesi Editore) una fortunata rivisitazione del classico giallo della camera chiusa.
Il romanzo è ambientato in Cornovaglia, più precisamente a World’s End, la più grande isola costiera del Paese. Siamo nel 1910 e l’Europa sta aspettando con inquietudine il passaggio della Cometa di Halley. Chi più di tutti sta vivendo un’attesa logorante è il visconte di World’s End, Lord Stockingham-Welt. L’uomo è completamente in ansia in quanto convinto che il passaggio della Cometa sia il presagio di una imminente catastrofe. Per tentare di difendersi, il visconte decide che Tithe Hall, la villa in cui vive, deve essere sigillata da cima a fondo, in modo che lui, i suoi ospiti e la servitù, una volta barricati in casa, riescano a proteggersi da qualsivoglia evento tragico la Cometa di Halley si trascini appresso.
La Cometa passa e tutto rimane al suo posto. Niente è cambiato, tranne una cosa: il visconte viene trovato seduto alla scrivania della sua stanza sigillata, con un dardo di balestra conficcato in un occhio. Chi l’ha ucciso? I sospetti ricadono subito sul nuovo arrivato, il giovane e timido valletto Stephen Pike. Lui arriva e la sera stessa il visconte muore ammazzato, strano, no? Mentre tutte le dita vengono puntate verso il povero ragazzo, che oltretutto non possiede nemmeno un alibi valido, Miss Decima, l’anziana prozia del visconte, non ha il medesimo sospetto. Inizierà così una sua personale indagine per trovare il vero colpevole e il suo braccio destro sarà proprio il giovane Stephen. Riuscirà questa strana ed improbabile coppia di detective improvvisati a trovare il colpevole?
“Assassinio a World’s End” si rivela un romanzo giallo davvero piacevole, scritto con un linguaggio elegante che rievoca l’atmosfera inglese dei primi del Novecento che, però, non risulta pesante o di difficile comprensione, perché adattato ai tempi moderni. Anche i dialoghi sono particolarmente vivaci, ben scritti e spesso divertenti. Infatti, una peculiarità dell’autore è proprio essere riuscito a dosare con intelligenza il senso dell’ironia, così da mantenere il ritmo di lettura e l’attenzione costante grazie anche a qualche battuta spiritosa che rende l’atmosfera leggera, nonostante vi sia un mistero da risolvere. L’intreccio è ben costruito e l’autore semina indizi un po’ alla volta, alternandoli a colpi di scena e false piste, tanto da ricordare i romanzi di Agatha Christie.
I personaggi sono sicuramente un punto di forza del romanzo. A partire dal giovane Stephen Pike, un ragazzo che si porta dietro un bagaglio di vissuto molto pesante, che, nel tentativo di riprendere una vita normale, si trova invece a doversi difendere dalle accuse di omicidio. Nonostante la timidezza e la paura, riesce a reagire, spesso con ironia, soprattutto grazie all’aiuto di Miss Decima. La prozia del visconte è un altro personaggio che spicca tra tutti, una donna decisa, brillante e determinata, che non fa un dramma della sua situazione fisica. Anche in questo caso, torna in mente una certa Miss Marple…
Ross Montgomery con questo suo esordio narrativo ha fatto decisamente centro. Ha dimostrato di saper costruire un romanzo giallo utilizzando i classici elementi, adattandoli al suo stile personale, unendo quel piacevole pizzico di sense of humor e alimentando la curiosità del lettore fino all’ultima pagina. Il colpo di scena finale è assicurato.
“Assassinio a World’s End” è consigliato agli amanti dei gialli classici in stile Agatha Christie, ma anche a chi apprezza i romanzi che contengono ironia, ricostruzioni storiche accurate, personaggi caratterizzati con estrema precisione e un’indagine costruita con intelligenza.


