Buonvino e l’omicidio dei ragazzi – Walter Veltroni



Walter Veltroni
Buonvino e l’omicidio dei ragazzi
Marsilio
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Walter Veltroni ritorna nelle librerie con il sesto volume dedicato al Commissario Buonvino: “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi” (Marsilio Editori).

Villa Borghese e Centocelle fanno da sfondo ad un omicidio terribile e Walter Veltroni ce lo racconta tramite uno stile di scrittura in grado di coinvolgere e catturare il lettore sin dalle prime pagine.

Sebbene sia un libro piccolino, questo giallo ha tutti gli elementi per essere gradito dai più esperti. Indagine, mistero e intrigo fanno sì che “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi” sia un’ottima compagnia.

L’autore pone al centro dell’attenzione gli anni più difficili di una persona: l’adolescenza. Infatti, sebbene i protagonisti siano adulti, i personaggi che vengono mossi e raccontati appartengono a questo stadio di crescita che non sempre porta felicità e spensieratezza. L’importanza del legame genitori-figli, le bugie, le amare verità e la difficoltà del suddetto legame sono il nucleo di questa storia.

Spesso, dietro ad una bella facciata si nasconde del marcio e l’autore ce lo racconta in modo crudo e senza mezzi termini. Ciò che salta subito all’attenzione del lettore è il legame che Ludovica (la vittima) ha con la madre; un legame spezzato, incrinato a tal punto da scaturire un odio profondo. Forse proprio l’atteggiamento della giovane ragazza rispecchia ciò che nella maggior parte dei casi succede nella vita reale. Ed è proprio questo che colpisce: Walter Veltroni racconta una storia che potrebbe essere la storia di tutti noi.

Chi, durante l’adolescenza, non ha mai provato dei sentimenti contrastanti verso i propri genitori?

Oltre a questo, la tecnologia ha reso ancora più freddi i rapporti interpersonali (altro nucleo fondamentale del libro) facendo raggiungere all’essere umano uno stadio di ignara povertà emotiva.

“Buonvino e l’omicidio dei ragazzi” è un giallo dove l’apparenza inganna. Quante volte abbiamo giudicato male delle persone solo per il loro aspetto, abbigliamento o atteggiamento? Ma, come ho accennato prima, le apparenze ingannano e Walter Veltroni ce lo fa capire nel peggiore dei modi. Lettori, siate pronti!

Per quanto riguarda i personaggi, questi, sono ben caratterizzati. Buonvino appare come un uomo risoluto, silenzioso e dedito a perdersi nei meandri della propria mente. Vicino a sé ha una donna, Veronica, che, essendo il suo opposto, rispecchia ciò che Buonvino non riesce ad esternare. Unica nota dolente (se così vogliamo chiamarla) sono i dialoghi che risultano un po’ troppo forbiti se messi “in bocca” a dei ragazzi dei giorni d’oggi. Alcune volte, infatti, risultano essere troppo studiati e poco spontanei (sempre se immaginiamo la scena nella realtà) ma questo non va ad intaccare la bellezza e la fluidità del romanzo.

Insomma, Walter Veltroni con “Buonvino e l’omicidio dei ragazzi” porta nelle nostre mani un giallo vero e creato per far riflettere su temi davvero molto importanti.

Sharon Lattanzi

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