A Milano c’è il mare – Cristina Aicardi e Ferdinando Pastori



Cristina Aicardi Ferdinando Pastori
A Milano c’è il mare
Laurana
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Con “A Milano c’è il mare” (Laurana Editore) Cristina Aicardi e Ferdinando Pastori ci offrono il gradito ritorno della mordace e vulcanica Olga Cazzaniga Peroni e dell’ormai a lei rassegnato investigatore privato Franco Reali. L’improbabile coppia è a questo punto consolidata da tempo, a seguito delle vicissitudini che li hanno coinvolti nei due episodi precedenti (“Dolce da morire” e “Tutta colpa di Chopin”).

Stavolta i due incappano in una situazione dal coinvolgimento emotivo molto forte: alla periferia sud-ovest di Milano, in una nebbiosa notte di novembre, Benedetto Cicogna, detto “Il Nero”, è coinvolto in un agguato nella quale viene ridotto in fin di vita. L’evento sconvolge inevitabilmente gli animi di entrambi. Per Olga, Benedetto non è stato un semplice corteggiatore, è stata la persona che è riuscita a fare breccia nell’armatura che la donna si era costruita dopo il fallimento del suo matrimonio. Per Franco, invece, è una persona la cui amicizia fraterna li lega da sempre, “dai tempi della scuola alle risse con i bulli, dalle vacanze al Forte alle sigarette fumate di nascosto”. 

Nel momento in cui la coppia scopre che insieme al Nero quella notte c’era Achille Tallone, che nella sparatoria ha perso la vita, la loro attenzione raggiunge i massimi termini e decidono di vederci più chiaro. Difatti, Tallone non era proprio uno stinco di santo, anzi, era un vero e proprio delinquente con cui era meglio non avere a che fare. Certo, il Nero è sempre stato un soggetto “che vive a cavallo di quella sottile striscia che separa le attività legali da quelle criminali”, ma la domanda che si insinua nella testa di Olga e Franco è identica per entrambi: cosa ci faceva Benedetto Cicogna in piena notte in compagnia di questo soggetto?

Non c’è più un minuto da perdere, l’investigatore privato Franco Reali tralascia ogni altro lavoro in cui era coinvolto e si attiva subito per vederci più chiaro in questa faccenda che ha dell’assurdo. Che lo voglia oppure no, Olga si intromette sin da subito, perché anche lei vuole collaborare al caso e lasciar lavorare Franco da solo per una volta, non è una opzione percorribile.

Il punto di forza di questa commedia gialla è proprio la caratterizzazione dei personaggi, primo fra tutti quello di Olga Cazzaniga Peroni. Gli aggettivi da appiopparle sarebbero una miriade, limitiamoci a ironica, testarda, irriverente e… rompiballe! E nonostante possano apparire caratteristiche negative, in realtà, Olga è la protagonista a cui ci si affeziona di più, perché, nonostante le sue particolarità alquanto “pesanti”, sotto sotto trattiene una certa malinconia che la rende umana, una donna con le sue fragilità che riesce a reagire a modo suo, con irriverenza e ironia.

“E’ fatta così Olga, prendere o lasciare. Passa velocemente dalle cazzate alle cose serie. Dalle sfuriate ai momenti di tenerezza e viceversa. La battuta dissacrante sempre pronta, anche nei momento più difficili. Perché è l’unico modo che conosce per stare a galla, per non cedere ai momenti di sconforto.”

L’emotività di Franco Reali, invece, è malcelata e quando lui è pervaso da una sensazione che lo fa soffrire, gli si legge in faccia e diventa sfuggente e silenzioso, fuma troppo e sente il peso di quello che sta accadendo come un zaino pieno di pietre da portare sulle spalle. Allo stesso tempo però nel lavoro, e soprattutto in questo particolare caso che gli sta a cuore, è un uomo che sa cosa vuole e sa come muoversi, reprimendo una rabbia furente che, quando fa capolino, riesce a spaventare.

Dalla lettura emerge anche il rapporto di Franco e Olga con le loro figure genitoriali. Nel momento di sconforto per quanto accaduto al suo amico Benedetto, Franco fa visita a Severo e Gaia, i suoi genitori, e qui ecco che risalta il suo modo di proteggerli e, allo stesso tempo, la ricerca del calore familiare per scaldare il gelo dentro di sé.

“Le parole, sussurrate con dolcezza, si posano su Franco come un abbraccio invisibile, di quelli che non hanno nemmeno bisogno delle mani per consolare. Lui resta in silenzio. Non trova la forza di raccontare, non può. Dire la verità, ammettere d’essere in pericolo, significherebbe incrinare l’incantesimo fragile di quella cucina, dove ogni cosa sembra ancora al suo posto.”

Irma Vassalli in Cazzaniga Peroni, invece, è la madre di Olga, la Frau, che tra l’altro svolge una parte importante nella storia. Il legame con la figlia è molto forte, anche se entrambe non lo danno a vedere, perché “affrontare la questione sentimenti non è la specialità della casa”. Difatti la Frau è una donna molto sbrigativa che il suo amore materno non lo spiega a parole, ma lo dimostra con i fatti. Tra l’altro deve anche dare retta ad altre due figlie: Ottavia, la minore, magra elegante e sempre perfetta e Olimpia, la più grande, una improbabile hippy tutta incensi e rituali. Insomma, in casa Cazzaniga Peroni non ci si annoia con questo potpourri tutto al femminile che è la parte preponderante del romanzo. 

La trama di “A Milano c’è il mare” si sviluppa in modo efficace e molto coerente, mantenendo un ritmo cadenzato da momenti divertenti che rendono la storia molto godibile. La scelta di dedicare buona parte della narrazione al tratteggio dei personaggi, alle loro storie personali e ai loro dialoghi ricchi di ironia, è il metodo perfetto per destare ancora più curiosità e creare una certa intimità tra il lettore e i protagonisti. L’intreccio, animato da personaggi forti ed enigmatici, è strutturato in modo da mantenere chi legge in costante incertezza fino alle ultime pagine. Il finale si inserisce con naturalezza nel registro del romanzo, rispettandone interamente il tono e rispecchiando lo spirito dell’intera narrazione. Anche la cura dell’ambientazione è ben riuscita: sullo sfondo ammiriamo infatti il quadro di una Milano fredda e piovosa che “ogni tanto prende fiato, ma non si spoglia mai completamente della sua fretta”, una città vestita di grigio che si sposa perfettamente con questa storia.

Tra la breve apparizione di un famoso scrittore e la commovente citazione di un altro, tanto amato e che ci scruta da lassù, “A Milano c’è il mare”, oltre che a divertire, riesce a emozionare ed è impregnato del cuore di Cristina Aicardi e Ferdinando Pastori. Ancora una volta, l’intesa è tale da trasformare questa collaborazione in una vera e propria fusione delle loro voci in uno stile unico e perfettamente riconoscibile.

A questo punto Olga, però, con l’indice e il medio sta facendo segno di tagliare, è stanca, ha fame e vuole andare a casa, meglio accontentarla altrimenti chi la sente. Alle sue spalle Franco scuote la testa rassegnato ma con un sorrisetto sulle labbra. Alla prossima avventura!

Erika Giliberto

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