Sette metri quadri – Jussi Adler-Olsen



Jussi Adler-Olsen
Sette metri quadri
Marsilio
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Tempi grami per Carl Mørck, il poliziotto danese che guida la sezione Q, ovvero la squadra investigativa speciale della polizia danese a cui spetta risolvere i cold cases. Dopo aver frequentato le carceri per interrogare i numerosi malviventi che ha catturato con l’aiuto dei suoi uomini, adesso si trova lui stesso imprigionato, in una cella di sette metri quadri, con l’accusa di traffico di droga e omicidio. 

I nemici di Carl sono molto potenti e in apparenza invisibili, le accuse contro di lui sono gravi, anche legate alla sua ingenuità nel fidarsi dei colleghi, ma Carl possiede una risorsa inestimabile: la lealtà e l’amicizia di Rose, Assad, Gordon, la sua fedele squadra; l’amore della moglie Mona disposta a sacrificare la carriera per tirarlo fuori dai guai e la riconoscenza di coloro che l’investigatore ha salvato dalla morte.

Adler-Olsen questa volta ci conduce nell’inferno delle carceri, tra un’umanità violenta e corrotta, in cui però si muovono anche anime ingenue e generose, dove il male non è tanto cattiveria quanto disperazione, come ben dimostra il personaggio, di dolorosa tragicità, del detenuto Malthe.

La vita di Carl è minacciata, la sua dignità, i tanti meriti conseguiti come efficiente e incorruttibile poliziotto sembrano sommersi dal fango e il lettore viene catapultato nell’atmosfera ansiogena e adrenalinica di una salvezza e di uno scagionamento dalle accuse che sembrano allontanarsi sempre più. 

Proprio nella tragicità di questa situazione Adler-Olsen tesse un inno all’amicizia, alla lealtà, all’amore, alla riconoscenza, laddove l’oscurità della corruzione, del cinismo, dell’ambizione e della crudeltà paiono trionfare grazie alla potenza del denaro e di insospettabili connivenze.

Come sempre, il ritmo è da page-turner, gli avvenimenti si avvicendano in un crescendo di suspense che impedisce al lettore di chiudere il libro. La Danimarca che rappresenta l’autore non è il Paese della Sirenetta, anch’essa è toccata dalla diffusione del traffico degli stupefacenti, da una macro-delinquenza che non ha nulla da invidiare ad altri stati, per questo i nostri eroi della squadra Q emergono come i cavalieri senza macchia e senza paura disposti a sacrificare se stessi per il loro capo.

Donatella Brusati

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