
Un romanzo che appassiona e che pagina dopo pagina inviterà il lettore e non riporlo nel cassetto

Un romanzo che appassiona e che pagina dopo pagina inviterà il lettore e non riporlo nel cassetto

Il rogo dell’angelo utilizza il delitto per parlare di molto di più: degli invisibili, di chi arriva in Italia cercando una possibilità e finisce intrappolato in una realtà di sfruttamento, dell’indifferenza, della paura e della responsabilità individuale

un crescendo di ritmo, con suspense ben calibrata e diluita, con sospensioni giuste nei momenti di maggiore tensione; infine, la plausibilità della vicenda e il realismo dei personaggi,

“Omicidio al monastero” è davvero un giallo raffinato, coinvolgente, molto atmosferico, ideale per chi ama le storie in cui il delitto non è solo un pretesto narrativo, ma il punto da cui far emergere emozioni, segreti e crepe nascoste.

Una commedia poliziesca con una protagonista adorabile che speriamo di rileggere presto in una nuova avventura.

“Nei tuoi occhi” è un thriller che merita attenzione, scritto con un ritmo incalzante e uno stile di scrittura agile e, allo stesso tempo, ricco di dettagli, in cui l’intreccio è molto credibile e che lascia stupiti nel finale.

Un po’ romanzo rocambolesco tendente al bizzarro, un po’ noir e un po’ commedia dell’inverosimile, “Il femore di Rimbaud” abbraccia più generi contemporaneamente

L’autore consegna un noir che sa di polvere, incenso e sangue. Per chi ama le indagini storiche, per chi cerca un thriller costruito bene, per chi vuole sondare la natura umana

Sara B. Elfgren, scrittrice svedese famosa anche nell’ambito della letteratura per ragazzi, in Cose di famiglia si cimenta in un thriller ad alta densità psicologica.

Il romanzo si snoda attraverso i ricordi dei tre protagonisti che si presentano via via sempre più nitidi e li condurranno lentamente a ricostruire quanto era davvero accaduto quando erano bambini

Grangè non fa sconti: “L’oscurità su Parigi” è come un film che racconta una parte degli anni Ottanta molto più reale di quanto si potrebbe pensare.

Il racconto si snoda tra continui salti nel passato dai quali il lettore nulla trae di significativo fino alla fine del romanzo