Sul sentiero del gatto. Il delitto della Maggiolina
Un gatto al centro della carreggiata, in una tranquilla domenica di maggio, diventa l’inconsapevole testimone della fine della routine e dell’inizio dell’incubo.
Nel suo romanzo Il sentiero del gatto, Carlo Frapiccini ci conduce in una Milano ordinata fino all’eccesso, dove la vita scorre scandita da orari precisi e abitudini implacabili. Un mondo in cui la sorpresa sembra bandita, sepolta sotto la regolarità del cemento.
Il protagonista, Franco Imelio, incarna alla perfezione questa esistenza programmata: giornate identiche, rituali inamovibili, una
“spirale” che lo protegge dal senso di vuoto. Tutto cambia durante una delle sue corse quotidiane, quando incrocia Ernesto, il gatto dei vicini Ganzer. Un dettaglio minimo, apparentemente innocuo, che accende un sospetto: perché la signora Ganzer non voleva mai che il felino uscisse di casa?
Spinto dalla curiosità, Imelio oltrepassa la soglia della loro villetta a schiera e si trova davanti a una scena che cambierà tutto:
l’omicidio dei coniugi. Da quel momento, la vita dell’uomo e la quiete del quartiere vengono travolte. I giornali la battezzeranno “il delitto della Maggiolina”, ma Frapiccini ne fa soprattutto una storia sull’imprevedibilità del quotidiano, su come un gesto banale — seguire un gatto — possa infrangere la perfezione apparente di una vita e svelare ciò che si nasconde sotto la superficie dell’ordine.


