Con Nei luoghi più oscuri, edito da Einaudi, Carlo Lucarelli consegna al lettore un’opera che è insieme raccolta di racconti e viaggio perturbante nella zona d’ombra della Storia e dell’animo umano. Non c’è una bussola precisa, né un tempo lineare: ci si muove avanti e indietro tra epoche, luoghi e destini con la sensazione costante di camminare su un terreno instabile, dove ogni certezza può sgretolarsi da un momento all’altro.
È facile ritrovarsi nella Bologna del 1980, accanto a Grazia Negro alle prese con una decisione difficile e che la metterà a durissima prova, ma con la stessa naturalezza ci si sposta su una nave diretta in Argentina dalla Puglia nel 1939, oppure in una guerra coloniale che restituisce tutta la brutalità di un passato mai davvero sepolto. Lucarelli accompagna il lettore anche nei territori più disturbanti della cronaca nera, come quando ci mette di fronte a un killer soprannominato Peluche, o in una faida torbida in cui criminalità organizzata e politica camminano a braccetto, rendendo sempre più labile il confine tra giusto e sbagliato. Un viaggio nel tempo e nelle varie declinazione del male che nel corso della storia hanno caratterizzato determinati periodi.
I racconti scorrono con una prosa asciutta e controllata, ma non sono mai immediati: vanno letti con il giusto tempo, lasciati decantare, digeriti e per certi versi compresi. Lucarelli non mette l’indagine al centro della scena, pone invece il male nel senso più assoluto possibile e in tutte le declinazioni possibile per provare a smembrarlo, sviscerarlo, se possibile analizzarlo.
I personaggi di Nei luoghi più oscuri sono chiamati a confrontarsi con una realtà ingannatrice e traditrice, che esalta gli aspetti più torbidi della società e della psiche umana. È una realtà che non può essere incasellata in schemi stereotipati o in categorie rassicuranti: il bene e il male si confondono, si sovrappongono, talvolta si scambiano di posto.
Lucarelli conferma così la sua capacità di usare il noir come strumento di analisi morale e storica. Nei luoghi più oscuri è un libro che per certi versi può a che inquietare, che chiede attenzione e consapevolezza, e che lascia nel lettore una sensazione persistente di disagio, come una luce fioca ma necessaria puntata su ciò che spesso si preferisce non guardare.


