Metamorfosi – Lo spazio nero 14

“La vita appartiene ai viventi. E chi vive deve essere preparato ai cambiamenti”. Così scriveva – all’incirca: ho un po’ modificato la punteggiatura – un tale di nome Johann Wolfgang von Goethe. O più semplicemente Goethe.

Ogni atto vitale comporta un cambiamento, una modifica, una metamorfosi.

E lo aveva capito bene anche Franz Kafka che all’argomento aveva dedicato più di uno scritto. Compreso quello omonimo al titolo di questo quattordicesimo appuntamento con “Lo spazio nero”.Quale sottile filo unisce Goethe a Kafka? Quale tipo di connessione lega uno scrittore e poeta, tedesco morto nel 1832 a un suo emulo e successore boemo nato – nel 1883 – quasi quarant’anni dopo? La vita. Semplicemente.

E il tentativo di trascriverne il mistero su dei fogli di carta.

Certo non è solo questo – ne si può affrontare in poche battute un argomento di tale complessità – ma sono rari, a mio avviso, gli autori che sono riusciti in maniera così completa e così profonda a renderci partecipi delle proprie e altrui, mutazioni.

Il cambiamento, spesso spaventa. Eppure, per dirla con Goethe, bisogna saperlo affrontare. Anche e soprattutto in letteratura. Chi non cambia, chi non si evolve, chi non modifica il proprio sentire e il proprio essere in relazione al sentire e all’essere di coloro che lo circondano non riuscirà mai – dal mio punto di vista – a scrivere con passione e con forza. Con la vera forza, anche interiore, che deriva all’aver affrontato e superato dei cambiamenti.

La staticità paga con la certezza del risultato. Forse. Ma anche la staticità ha un prezzo: il non potersi mai muovere, mai sbilanciare, mai contraddire. E qui – prepotente – ritorna il discorso, già intrapreso, sulla presunzione.

Ebbene – detto apertamente ed espresso in altre forme – questo è anche quello che ho sostenuto durante l’incontro “Letteratura di genere: quale futuro?” dello scorso sabato 2 febbraio al NebbiaGialla Festival di Suzzara. E con me ne hanno discusso – e ne sono stato onorato – autori, editor, amici come Massimo Carlotto, Nevio Galeati, Luigi Sanvito e Sergio Vicini.

Ognuno ha esposto il proprio punto di vista, ognuno ha apportato il proprio contributo alla discussione e tutti ci siamo confrontati l’uno con l’altro scoprendo, alla fine, di non avere poi posizioni troppo dissimili. Anzi.

Naturalmente, alle parole devono seguire i fatti e alle discussioni devono corrispondere atti concreti. Ed è anche per questo motivo che in quella stessa occasione è stato fatto un annuncio che non esito a definire importante.

Un annuncio che chi c’era ha potuto ascoltare di persona mentre tutti voi che mi state leggendo conoscere la prossima settimana. Almeno.

“Lo spazio nero” di oggi, infatti, è appena terminato.

Fabio Fracas

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