Libri per ragazzi: Il meraviglioso libro della morte – Soledad Romero Mariño

Il meraviglioso libro della morte
Soledad Romero Mariño
Camelozampa

No, non si parla di efferati omicidi, serial killer, terroristi stragisti, ma di qualcosa che i bambini conoscono in televisione e nei videogiochi, ma non sanno veramente cos’è. E viene il momento delle domande, a cui bisogna rispondere. “Morire è naturale come lo è nascere” ci dice Bacone (1561-1626) nella prima doppia tavola (di 25) intitolata Il ciclo della vita; seguita da L’universalità della morte: “Nell’universo tutto è soggetto a cambiamento” (Han Shan, dinastia Tang); e da Le cause e gli effetti, che ci riporta ai nostri tempi, al monito di Steve Jobs: “Il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo… La morte è probabilmente la più grande invenzione della vita…Spazza via le cose vecchie per far spazio alle nuove”.

All’inizio un po’ filosofico e di difficile comprensione per i piccoli se non sono accompagnati da un adulto – ma questo è consigliabile in generale per tutto l’albo –, segue una parte di descrizioni tecniche forse un po’ indigeste ma utili, come la decomposizione dei corpi. Dopodiché, l’albo prosegue con leggerezza intrecciando vicende di umani, animali di tutte le specie e vegetali. Ad esempio, informazioni scientifiche e curiosità affascinanti: la pianta più antica del mondo è un albero di 4.500 anni chiamato El Gran Abuelo (Il Grande Nonno) in Cile; l’animale più vecchio del mondo era un mollusco irlandese di 507 anni ammazzato da scienziati che l’hanno aperto per studiarlo, come i bambini che rompono un giocattolo per vedere come funziona.

Proseguendo, e cogliendo fior da fiore, in natura ci sono attacchi letali di vario tipo, dal fico strangolatore (di un altro albero vicino) all’inseguimento di un ghepardo (130 km. h.) al veleno del serpente boomaslang in Africa; trucchi di sopravvivenza, come le bisce del collare che si fingono morte o come le moffette che fanno le puzze per allontanare gli aggressori o come gli stormi di uccelli e i banchi di pesci che si uniscono (“le acciughe fanno il pallone/ che sotto c’è l’alalunga” cantava De André); le case scheletro, cioè gli alberi morti in cui animali e insetti fanno il nido; i commoventi funerali degli elefanti che visitano i defunti o delle gazze che si riuniscono per cantare l’addio a un loro simile; naturalmente funerali umani, risalenti addirittura all’uomo di Neanderthal più di 100.000 anni fa, secondo le diverse religioni e tradizioni, da quelli cristiani a quelle a ritmo di jazz a News Orleans. A proposito di tradizioni, nel Giorno dei Morti si rende omaggio ai defunti in tutto il mondo: con il Dias de Muertos in Messico e con “dolcetto o scherzetto ad Halloween. Ci sono dei e dee della morte: l’indù Kali, donna con occhi rossi e quattro braccia che nei romanzi di Salgari viene adorata dai Thugs, gli strangolatori della Jungla Nera (l’1 dicembre su Rai1 inizia Sandokan); e c’è Azrael, l’angelo della morte degli ebrei e dei musulmani.

E non dimentichiamo i preziosissimi cani addestrati a fiutare i corpi sepolti da terremoti e valanghe distinguendo i vivi dai morti. L’ultima parte – dedicata a Il dolore e il lutto, La morte in famiglia e Oltre la morte – tocca argomenti molto delicati che hanno bisogno della vicinanza di un adulto speciale, di un familiare o di un educatore. Del resto, i caratteri piuttosto piccoli delle brevi ed essenziali didascalie potrebbero stancare i primi lettori, mentre invece l’albo risulterà molto prezioso nell’aiutare a soddisfare curiosità e domande impegnative ma non eludibili dai grandi: che cosa è la morte, perché moriamo, che cosa succede a chi muore? Rispondendo in maniera semplice e precisa, chiara e sdrammatizzante, grazie anche alle fantasiose illustrazioni di Mariona Cabassa che tendono a suggerire emozioni e sensazioni positive nella lettura dei testi e nella conoscenza dei fenomeni.

Da 8 anni 

Fernando Rotondo

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