
Flavia Franco
Il mistero degli indizi…senza caso
Coccolebooks
Flavia Franco è una maestra e lo si capisce da come descrive con vivezza e vivacità la vita segreta e tumultuosa di una scuola vista dall’interno nella sua quotidianità. Con grande spirito di umorismo che muove a ridere anche gli adulti, figuriamoci un ex collega. Memorabili le simulazioni delle Prove Invalsi che mettono insegnanti e scolari in uno stato di agitazione e ansia pazzesco o l’ingresso galoppante verso gli attaccapanni di una mandria con mini-bighe, cioè trolley, carrette piene di libri, quaderni e di tutto, o il ritratto (postura movimenti linguaggio burocratico) del dirigente, che, però, poverino, sgobba e resta in ufficio h. 7-19. Si capisce che ironia e umorismo, fini e leggeri, mai banali o grossolani, la fanno da padroni.
Il romanzo si sviluppa genialmente seguendo le orme di un classico della letteratura poliziesca, L’assassinio di Roger Ackroyd, dove il colpevole è il narratore. Adesso, paradossalmente, prima si immagina un reato, poi si raccolgono indizi e prove, infine viene alla luce un crimine. A questo punto, come da prassi, sospettati e colpevoli vengono riuniti in una stanza dove il Poirot di turno induce il reo a confessare. Proprio Poirot, infatti, è il soprannome di Vittoria, 10 anni, V primaria, grande lettrice di gialli, soprattutto quelli di Agatha Christie. La nostra aspirante scrittrice (di gialli naturalmente) fiuta una pista (al buio) e comincia a indagare insieme alla compagna Amina, che quando entra illumina l’aula con il suo hijab verde smeraldo e conosce tre lingue e sa fare le divisioni con tre cifre al denominatore, nel ruolo del Capitano Hastings, e insieme al nonno in quello dell’Ispettore Japp, compari di indagini nei romanzi di Agatha che nel cuor ci sta.
La copertina dell’illustratrice Martina Brigandi riassume con brio ed essenzialità le tappe dell’indagine man mano che gli indizi scoperti vengono collegati. Per non anticipare niente diciamo soltanto che le “caffettiere”, un gruppetto di ragazze e ragazzi con una ducessa comandante, si riuniscono nell’intervallo a confabulare. “La cosa puzza!” pensa la nostra giovane Poirot insospettita: può partire l’investigazione su qualcosa che deve ancora accadere. Il giorno delle Prove Invalsi alle 8,05 precise si consuma il drammatico evento. Scoppia il caos, un delirio fra le maestre e gli scolari. “Finalmente avevamo il reato…E noi, partite con le indagini in anticipo sugli eventi, probabilmente conoscevamo anche i colpevoli” dice Vittoria, che raduna tutti i sospettati in un’aula ecc. ecc. Sorpresa finale e dilemma morale per le due detective.
La trama fluisce veloce e leggera sorretta da una struttura ben articolata e da una scrittura semplice, limpida e appropriata, mai banale o inutilmente ricercata. Da leggere, soprattutto da parte di chi vuole scrivere un giallo per bambini e ragazzi.
N.B. per insegnanti. Tassativamente vietato far fare il riassunto scritto del libro.
Da 8 anni