Immagino che in molti si stiano chiedendo, come si possa essere “un buon nazista”.
Pazientate, l’arcano verrà svelato solo alla fine.
È questo il punto di forza della storia. Un giallo classico, alla Agatha Christie, ambientato in un interno claustrofobico, che inserisce il suo tocco di originalità proprio nella “risoluzione” del caso. Un cambio di prospettiva inaspettato ci regala un finale geniale e chiarificatore del titolo, che sembra essere messo lì come un enigma da svelare.
Il tema di fondo però è la “diversità”. Una lama trasversale che attraversa tutti i tempi e che in qualche modo trova sempre la minoranza di turno da schiacciare.
Il romanzo è al servizio della denuncia di quello che soffrirono gli ebrei, gli omosessuali, gli artisti non allineati al pensiero germanico dell’epoca.
Il caso è solo un pretesto per dar voce a una protesta di echi lontani e vicini.
Sono gli anni in cui il Parlamento tedesco approva i pieni poteri al Führer e in cui la pretesa superiorità della razza ariana incombe ed epura ogni cosa.
I nazisti si riconoscono al grido di Deutschland über alles e si fregiano di appartenere alla razza ariana pura da ogni contaminazione.
È in questo scenario che l’autore con il suo modo di scrivere essenziale e senza sbavature, descrive in poche ma incisive pennellate i suoi personaggi. Bruno Brückner, della Kriminalpolizei; Karl Vöegler, medico nazista specializzato in eugenetica; William Hay, un dandy inglese; la baronessa Van Hattem, moglie di un nazista amico di Himmler; Otto Klein un commerciante al soldo del governo tedesco e infine il signor Kulis, commissario di bordo.
Tutti viaggiano a bordo del famoso dirigibile LZ Zeppelin, una affascinante soluzione per benestanti, di sorvolare l’oceano.
E mentre ognuno, a modo suo, sta godendo di questa lussuosa e confortevole traversata, un delitto interrompe la routine.
Brückner, seppur considerato un uomo schivo, viene invitato dal comandante a condurre le indagini in modo ufficioso, in quanto rappresentante della Kriminalpolizei.
Inizierà un classico interrogatorio dei potenziali sospettati, ovvero di tutti coloro che hanno condiviso l’ultima cena con la vittima.
Dalla perquisizione della sua cabina salterà fuori un doppio passaporto e soprattutto del materiale fotografico e delle riviste erotiche, molto note negli ambienti omosessuali di quegli anni, ultimi baluardi di resistenza a quel sistema di valori imposti.
Solo quando ormai il caso si reputa concluso e senza soluzione, solo per il lettore, si sveleranno i retroscena necessari per giungere al colpevole in un incredibile cambio di prospettiva della narrazione e nello svelamento dell’assassino.
Concluderei dicendo che questo romanzo breve si legge in due o tre ore e che ne vale veramente la pena. Ma mi raccomando, occhio ai particolari.