Esce negli States Rome Noir un’antologia tutta in inglese di autori italiani per la prestigiosa Akashic books. Abbiamo intervistato la curatrice Chiara Stangalino.
Come nasce la tua passione per il giallo?
La mia passione per il giallo e il noir nasce molti anni fa, quando da adolescente leggevo morbosamente Agatha Christie e Conan Doyle. Poi in età più adulta ho avuto una sorta di fascinazione estetica, mi piaceva il contrasto tra i film noir, così sofisticati, e le copertine dei gialli Mondadori, così popolari. Le attrici nei film degli anni 40, con quegli abiti, il trucco su carni pallide, e gli attori con il cappello e la sigaretta, quelle cose lì. C’è tutta un’estetica noir che si è evoluta col tempo, ma che è una componente essenziale per comprederne la popolarità, e forse anche l’anima. Infine sono attratta da quello che si può definire il “noir as a state of mind” che quindi comprende tutta una serie di autori e di libri non necessariamente classificati come autori e libri di genere. Comunque, nella mia libreria convivono Connelly e Dostoevskij, Céline e Lansdale. Sono anime diverse che tessono la stessa tela.
Com’è nata l’idea di questa antologia?
L’idea è dell’editore americano, che voleva aggiungere tra i libri dedicati alle città (Baltimora, New York, Los Angeles, Parigi, Londra e molte altre) la capitale italiana, Roma. Maxim Jakuboski, che cura insieme a me l’antologia, mi ha chiesto cosa ne pensavo, e ho subito accettato, mi sembrava un’occasione imperdibile per gli autori italiani, che non hanno nulla da invidiare ai colleghi americani, di farsi conoscere ad un pubblico internazionale. Vorrei ricordare che la difficoltà per gli scrittori italiani a trovare editori importanti nel mondo americano e anglosassone in genere è la scarsa diffusione della conoscenza dell’italiano da parte degli editor e degli scout internazionali. La colpa, se di colpa si può parlare, è quindi solo degli editori, ma la qualità degli scrittori italiani è assolutamente eccellente.
Che difficoltà hai incontrato a curare un lavoro per il prestigioso editore americano Akashic books?
Sto pensando a qualche difficoltà, ma non mi viene in mente niente! E’ stato molto facile e divertente.
Come è avvenuta la scelta della città? Perché Roma e non Milano città noir italiana per eccellenza?
Abbiamo iniziato dalla capitale, e secondo me è stata la scelta giusta, non per niente la fondazione stessa della città si deve a un crimine, l’assassinio di Remo da parte di Romolo, secondo la leggenda più accreditata. Comunque, mi auguro che altre città abbiano presto occasione di farsi raccontare, certo Milano, la città di Scerbanenco, sarà la prima che proporrò. Credo che l’editore abbia in mente Venezia, una città che si presta, con le sue acque inquiete, ai racconti noir.
Come è avvenuta la scelta degli autori e quali indicazioni avete loro impartito?
Abbiamo scelto i migliori autori, secondo noi, che potessero rappresentare non solo la città ma la letteratura italiana di oggi. Quasi tutti gli autori contattati hanno risposto con entusiasmo, e sono molto orgogliosa del risultato. Non si impartiscono indicazioni a maestri come Lucarelli, Carofiglio, Genna, Pincio, non posso citarli tutti, ma insomma abbiamo lasciato piena libertà. Il noir è anche anarchia, impulso, se si cerca di regolare l’ispirazione secondo me si fa danno e basta. Ho solo spiegato che avrebbero dovuto scrivere un racconto su Roma, e li ho pregati di ambientare la storia in zone diverse della città, infatti vedrai che sono rappresentati molti quartieri diversi, e persino la celebre circonvallazione anulare.
Molti degli autori presenti nell’antologia non hanno mai scritto gialli o noir e anzi disprezzano il genere (ce ne sono tre esempi lampanti di cui non farò i nomi…). Come mai invece hanno scritto per questa antologia? Opera tua di convincimento o semplicemente pecunia non olet?
Senz’altro non è il denaro che li ha spinti d accettare,visto che il compenso è davvero simbolico. Sono molto contenta di poter dire che è l’entusiasmo per un avventura che li ha spinti ad accettare, lo sbarco in gruppo in America, un viaggio simbolico, un attacco alla cittadella americana, così protezionista. Molti degli autori sono già tradotti in inglese, però hanno colto lo spirito di un’impresa collettiva. Ed è stato per me un onore e una meraviglia vedere come non ci siano rivalità ma grande amicizia tra i noiristi italiani.
Ritieni che tutti gli scrittori possano dedicarsi al giallo “senza scottarsi”?
L’importante è scrivere un grande libro, e questo è il vero, unico problema dello scrittore. Si “scottano” tutti quelli che non ci riescono. Comunque, a fugare i sospetti di genere alto e basso voglio fare un solo nome: Edgar Allan Poe.
L’antologia sarà pubblicata in Italia da Alet nella collana Nero Alet che raccoglie anche gli altri titoli della Akashic? Se sì quando?
In realtà non ho seguito affatto le vicende italiane del libro, anche perchè nel frattempo mi sono dedicata all’avventura di diventare madre, ma so che c’è l’interesse di diversi editori. Per me l’importante è avere un riscontro in America, è un pò una sfida, ma sono orgogliosa dell’antologia così com’è.