Se è vero che esiste la regola “scrivi di ciò che sai, per risultare credibile”, la statunitense Kathy Reichs non fa eccezione.
Essendo un’antropologa forense, l’autrice ha creato il celebre personaggio di Temperance Brennan, che dal lontano 1997 di Corpi freddi allieta i lettori attraverso storie thriller medico-legali, ovvero libri ispirati a casi reali della sua carriera. Professore emerito all’Università della Carolina del Nord e consulente in Québec, Reichs ha partecipato a indagini internazionali e scritto testi accademici. Dai suoi romanzi con protagonista Temperance Brennan (poco meno di una trentina) è tratta la serie televisiva Bones, di cui è stata anche produttrice.
Alla fine degli anni Novanta, Temperance Brennan si contendeva l’affetto del pubblico con Kay Scarpetta, l’anatomopatologa nata dalla penna di Patricia Cornwell. Però, mentre Scarpetta si destreggiava tra autopsie e macabre uccisioni, per Tempe (come viene chiamata la mitica Brennan) è una questione di ossa. Il suo compito è di analizzare poveri resti, datati nel tempo, per stabilire se siano umani o meno, a chi appartengano e da quanto tempo si trovino occultati. In modo da dare consolazione ai parenti: una spiegazione, se non altro, sulla fine di qualche scomparso.
Proprio tale mansione, al servizio del prossimo, la rende meno “algida” della collega Scarpetta e rappresenta il suo punto di forza. Mentre il valore aggiunto dell’autrice, in passato come oggi, risiede in una prosa estremamente ironica, dalla verve incalzante e piena di ritmo. Nonostante la tragicità dei fatti narrati, Kathy Reichs strizza l’occhio al lettore e in più di un’occasione gli si rivolge direttamente.
I casi investigativi vanno sempre di pari passo con una storia parallela, che è costituita dalle vicende personali della famiglia di Temperance, dove c’è la figlia, la nipote ribelle, una sorella, il figlio della sorella, un ex marito e così via. Senza tralasciare i numerosi amici e colleghi.
I romanzi di Kathy Reichs sono sempre affollati di personaggi, cosicché risulta difficile individuare l’assassino. L’autrice crea una sorta di sfida, tra le righe, e quindi ci si appassiona.
Riguardo Le ossa del male (Rizzoli, settembre 2026), Temperance Brennan si trova a fare i conti con una mente malata, che ingaggia una sorta di “gioco perverso” alzando di volta in volta l’asticella. Dapprima fa trovare delle ossa di animali, nei boschi. Attorniati da una messinscena orchestrata ad arte e costituita da brillantini, piume decorative, con bestie inchiodate a un tronco alla stregua di macabri trofei. Poi, però, sui tavoli settori di medicina legale di Charlotte, in Carolina del Nord, dove Tempe lavora, finiscono per arrivare anche degli esseri umani.
Temperance si unisce all’indagine dell’amico e detective Erskine “Skinny” Slidell, al fine di decifrare i messaggi che il killer lascia dietro di sé e riuscire a fermarlo. E i dialoghi tra i due, che non si scambiano di certo convenevoli, sono la parte più esilarante del romanzo.
Ostinato e rude, Slidell non si fa di certo intimorire e si butta a capo fitto nella caccia all’assassino, convinto che nelle sue motivazioni risiedano delle pulsioni sessuali.
Ben presto Temperance si rende conto che l’omicida, chiunque sia, la sta spiando da vicino e inizia a temere per la sua vita e quella delle persone a lei care.
Senza aggiungere altro, sappiate che fare congetture viene spontaneo.
Fino al sorprendente finale, che metterà finalmente un freno a una mente gravemente disturbata.
Unica perplessità: Temperance è fidanzata con Ryan, anch’esso agente di polizia, che lavora a Montréal in Quebec. Il loro è un amore a distanza, espediente valido per dare a Tempe una sua indipendenza. Peccato, però, che nel momento in cui lui viene a trovarla, lei sia evasiva e non si faccia aiutare! Un conto è l’essere emancipati, mentre qui c’è mancanza di comunicazione.
Una considerazione soggettiva, che non inficia la bellezza della storia.


