Biagio Alveria è commissario della Squadra mobile di Torino. Siciliano d’origine ospita nel suo appartamento la nipote Amalia che studia all’università ed è appassionata di cinema.
La vita della città è scossa da una strana serie di omicidi che sembrano avere a che fare con il mondo del cinema. I primi indizi si hanno da uno youtuber, Loris Barbero, che ha trovato nel Dark Web un video che immortala la scena di un crimine. Quando la polizia inizia a indagare scopre che altri due casi, con relativi video, sono collegati tra loro. In ogni video ci sono citazioni cinematografiche e indizi che portano al successivo delitto.
L’ispettore Cravero, superiore di Alveria, inizia a fare pressione sulla squadra per trovare il colpevole prima che l’opinione pubblica scivoli nel panico e la stampa imperversi con la storia di un nuovo serial killer. Ma anche se sembra burbero Cravero ha stima del commissario e dei suoi agenti.
A fianco di Alveria troviamo il giovane agente Giovanni Costa e il vice commissario Adele Mancini con la sua tipica esclamazione colorita in stile Lino Banfi. La libraia Viola Brichet sarà inoltre un’ottima consulente con la sua esperienza nel settore cinematografico e la sua allegria sembra fare breccia nel cuore del solitario commissario.
Il trio affiatato inizia a seguire svariate piste, tutte collegate all’ambiente cinematografico e che girano intorno al regista indipendente Milo Ferrero, il fondatore di una nuova corrente chiamata iperrealismo speculare.
Non sarà facile risalire al colpevole e alle sue motivazioni che fino all’ultimo resteranno nell’ombra.
Alveria è un personaggio dal carattere chiuso e riservato che sembra a suo agio solo con la sua squadra e il suo entourage familiare, fino a che nella sua vita entra Viola… Da tipico siciliano ama la buona cucina ed è iperprotettivo nei confronti della nipote. Come poliziotto sa bene quante insidie si possano nascondere in una grande città e come le donne siano purtroppo tra le vittime più frequenti di crimini di ogni tipo.
Il testo è ricco di citazioni di film di ogni tempo e per ogni gusto, da La Dolce vita a Casablanca da Psyco a Lo Squalo e l’epilogo della vicenda non può che svolgersi nella Mole Antonelliana nel celebre Museo dedicato al Cinema.
Torino è lo sfondo naturale alla narrazione con strade e piazze e piccole curiosità sulla sua storia e la toponomastica.
“Una delle particolarità dei torinesi è la loro tendenza ad abbreviare i nomi delle strade e delle piazze, come se fossero delle amiche di lunga data: Piazza Vittorio Veneto e Corso Vittorio Emanuele II sono dedicati a due diversi Vittorio, ma per i torinesi diventano Piazza Vittorio e Corso Vittorio.”
Nel finale l’ultima scena si riconnette a quella iniziale e si chiude così il cerchio della narrazione.
Di sicuro ci aspettiamo di ritrovare Alveria e la sua squadra in un nuovo episodio.


