Con la borsa che “portava con sè e che puzzava ancora di città” Emili,o ex terrorista in permesso dal carcere, si recava in treno in paese nella “piccola casa di legno verde che forse ora era diventato scuro”. Lì sperava di trovare la tanto amata nipote Lucia e di dare l’ultimo saluto al fratello Angelo da poco scomparso.
In una città ed in un paese anonimi, teatri di orrori compiuti contro le istituzioni o contro i familiari, Donato Dallavalle ambienta il suo romanzo d’esordio.
Autore televisivo e sceneggiatore, Dallavalle, scrive una storia in cui le laboriose formiche sono artefici e protagoniste di distruzioni e costruzioni. Gli insetti diventano testimoni o messaggeri di eventi drammatici se non addirittura piccole operaie sempre a contatto con la morte.
“A seguirle le formiche ti portano sempre in posti interessanti” ed Emilio, le vede, le percepisce, le segue sin dal suo viaggio in treno. Arrivato in casa trova solo Anna, la “severa e taciturna” cognata istriana, custode di tristi segreti.
Com’è morto Angelo e perchè Lucia è scomparsa? Questi interrogativi animano le discussioni tra Emilio e Anna, in cui politica, piani terroristici, prigione, affetti morbosi e sentimenti repressi o non ricambiati man mano vengono alla luce. Come una fila di formiche che non segue la stessa direzione ma a un certo punto si ramifica prendendo vie diverse, così la narrazione di Dallavalle si concentra ora su Emilio e le sue scelte fin troppo azzardate, ora su Anna donna matura e insoddisfatta che per amore perde perfino la sua identità.
Le formiche sono sempre presenti, sono dappertutto e come sentinelle della morte si insinuano tra le intercapedini dei muri, tra le lenzuola, sui corpi dei vivi e dei morti. “L’acciaio e il cemento della fabbrica e della città” lasciano il posto “al bosco viola e spaventevole” che porta alla casa di legno, ma tutto è cambiato.
Il legno è marcito e il “fazzoletto di terra che lo separava dai primi alberi del bosco” è bruciato dal sole. La morte, corrosiva e insinuante come le formiche che farciscono assi di legno, si impossessa di quella famiglia un tempo serena. I segreti e le tragedie vengono fuori come il disegno contorto del percorso delle formiche sulle pareti della casa. Menzogne e tristi verità, segreti e scioccanti rivelazioni stravolgono Emilio ed il suo manoscritto, la sua favola d’amore si trasforma in “una macabra parabola sulla morte”.
Il letto di formiche
cristina marra