Rita è il direttore editoriale di una casa editrice, ma non solo per questo si appassiona alle storie.
Anche la sua vita, la sua quotidianità riescono a suscitare interesse, al punto da mettere in piedi – spalleggiata da amici e, un po’ meno, dal fidanzato – una sorta di investigazione privata per capire cosa accade dietro una finestra del palazzo di fronte.
Grida di donna, ombre minacciose, portinaie reticenti: la narrazione si dipana tra Milano e Lione intrecciando altre storie; personaggi che – ciascuno per ragioni diverse – provano a cambiar vita, a vivere nuovi amori, nuove avventure.
La fantasia di Rita è legata al sospetto che nel condominio di fronte si stiano manifestando forme gravi di violenza: la finestra rappresenta – così come anche in altre forme narrative – il modo di guardare attraverso, di spiare, di carpire cosa stia realmente accadendo, senza farsi notare.
La perseveranza della protagonista e il semplice, ma astuto, meccanismo escogitato per scoprire cosa accade nell’appartamento di fronte, ci porteranno in una realtà non lontana da quegli accadimenti ormai frequenti che riempiono la cronaca al punto, quasi, di assuefarci.
Quasi.
Perché il messaggio del romanzo, reso con una scrittura agile e coinvolgente, è ben altro; è l’invito a reagire, a non sottostare, ad afferrare la mano che viene tesa.


