Libri per ragazzi: L’abominevole cavallo mannaro – Giuditta Campello


Giuditta Campello
L’abominevole cavallo mannaro
Pelledoca
illustrazioni di Markéta Brecherová

Narra una vecchia leggenda che una volta Valle Pace si chiamava Valle Manara perché nelle notti di nebbia compariva nella brughiera un orribile cavallo con gli occhi bianchi e gli zoccoli insanguinati. Oggi, però, è un posto di pace (omen nomen). Nel maneggio del signor Gigi si muovono quattro ragazzi: la nipote Bea (10 anni), Lubna (14) che vuol diventare istruttrice e fa pratica, Manuel e Leo (16 diviso per 2) amici che prendono lezioni di equitazione, come mostrano i bei disegni in bianco e nero di Markéta Brecherová. Il cavallo più amato è Arci, tranquillo e affettuoso, molto diverso da Berto, irrequieto e bizzoso anche se fisicamente molto somigliante. Quando ricompare l’avido proprietario di Arci per prenderselo e farne un cavallo da corsa e da soldi, ciascuno dei quattro architetta un piano per salvarlo. 

A scombussolare tutto, però, creando confusione, spunta un minaccioso cavallo con occhi bianchi e zoccoli rosso sangue che fa scappare terrorizzato il riccastro padrone con Suv e annesso trasporto cavalli. Ma Arci è scomparso. Allora il signor Gigi ricorda la vecchia leggenda: “È la prima luna piena d’ottobre…la notte del cavallo mannaro”. Che in passato aveva fatto sparire il gattino del borgo, diventare selvagge le mucche e compiuto altri misteriosi e scellerati misfatti. Nel frattempo Arci è ricomparso nel box di Berto che a sua volta è fuggito nella brughiera.

Quanto segue è destinato agli adulti che ci leggono, lasciando che i piccoli lettori dell’albo si divertano a indovinare, intuire, fare ipotesi. Il signor Gigi così sintetizza: “Il cavallo mannaro lo avete creato voi con i vostri strampalati piani, all’insaputa l’uno dell’altro”, e mostra i video della telecamera della scuderia con i movimenti dei ragazzi nella notte. 

Però però…come titola l’ultimo capitolo: “C’è qualcosa di strano nella brughiera”. Ma no, ma no. “È solo una vecchia leggenda”. Fine.
Da 7 anni

  

Fernando Rotondo

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