Il lupo nero – Louise Penny



Louise Penny
Il lupo nero
Einaudi
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Avevamo lasciato l’ispettore capo Gamache un po’ ammaccato dopo la sparatoria per impedire che fosse sabotato l’impianto idrico di Montreal. Dopo aver tirato un grosso sospiro di sollievo, Gamache e i suoi uomini, in questo ultimo libro della Penny, si accorgono che c’è un problema, come viene sottolineato nell’incipit di Il lupo nero. Così, i nostri si rimettono a studiare i quaderni di Langlois, il giovane biologo che aveva permesso di sventare il piano terroristico, pagando con la morte la salvezza degli abitanti. Il problema è che in questa nuova partita Gamache, Beauvoir e Lacoste non saranno in grado di identificare non solo i buoni e i cattivi, ma anche gli amici e i nemici. Per fortuna che c’è Three Pines a dar loro una mano…

Lasciamo il lettore nella curiosità per addentrarci nell’analisi del romanzo. Da scrittrice poliedrica qual è, in questo emula di Agatha Christie di cui è la vera erede, Louise Penny questa volta confeziona un giallo che sconfina subito nella spy story, mantenendo la suspence e la raffinatezza del giallo classico. Come ne Il lupo grigio, gli argomenti affrontati nelle pagine esulano dal consueto meccanismo del delitto con vittima e colpevole, ma si allargano a tematiche contemporanee e di portata mondiale. La crisi climatica e il conseguente aumento del valore e della preziosità dell’acqua, la portata catastrofica di scelte politiche fatte nel nome del potere individuale in luogo del benessere della popolazione, sono temi di grande complessità che non ha però scoraggiato l’autrice dall’affrontarli in un romanzo di genere. E, come sempre nel caso della Penny, con risultati eccellenti. Già in I diavoli sono qui la scrittrice aveva rivelato il suo talento nell’affrontare una spy story, ma in quest’ultimo libro la sua abilità si è ulteriormente perfezionata. Quasi profetica, lei stessa rivela nei ringraziamenti finali che per quanto le situazioni ipotizzate nel suo romanzo potessero sembrare fantascientifiche, la realtà, con le affermazioni del presidente statunitense di trasformare il Canada nel cinquantunesimo stato degli USA, le ha confermate, se non superate.

Il lettore troverà dunque un libro denso, ricco di spunti su cui riflettere, di nozioni da approfondire e di argomenti scottanti. Oltre ai personaggi a cui ci siamo affezionati, in particolare Gamache e l’agente Nichols. Il primo rivelerà una capacità machiavellica di relazionarsi con amici che potrebbero essere nemici e nemici che potrebbero essere amici, riuscendo a mantenere inalterati l’eticità del carattere e il rispetto della giustizia, la seconda inizierà a non rifuggire le sue fragilità, ad accettare le sue emozioni e a non percepirsi come ‘sbagliata’. Una figura quest’ultima che con la sua dolente umanità entra a pieno titolo nella compagnia di Three Pines. 

E più che mai in questo romanzo, il villaggio immaginario della Penny apparirà come un faro che fa risplendere per i naviganti stanchi, delusi e sconfitti, la luce dell’accoglienza e della speranza.

Donatella Brusati

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