Approda alla versione – ma saremmo tentati di chiamarla release, in omaggio alla dizione informatica adottata dall’autore – 3.0 il celebre libro di Giuseppe Genna, già apparso in precedenti edizioni per i tipi di Pequod e Mondadori. Opera composita, costituisce per molti versi la Summa del Genna pensiero, declinato di volta in volta in forma narrativa, saggistica, giornalistica, con varietà di stili e linguaggi. Una varietà e una ricchezza, che, abbinate a un’innegabile e mostruosa cultura, possono intimorire e anche appesantire l’opera, specie quando assume un linguaggio iniziatico, o diviene suo malgrado concettosa.
Ma Genna è così: autore che non suscita indifferenza, cattura o respinge con forza pari alla pregnanza degli argomenti esposti. Che sono tra i più vari: dal degrado urbano di una Milano disumanizzante alla miseria economica e morale di un popolo sfiduciato e avvilito. Colpisce la disarmante sincerità di certe pagine autobiografiche, rese con gli accenti lirici e ispirati a cui Genna ci ha abituati in altre sue opere. Né mancano la critica socio-politica, la riflessione sui temi della religione e della letteratura. Il libro, concepito come un perenne work in progress, presenta un numero di pagine quasi raddoppiato rispetto all’ultima edizione.