Il trucco del diavolo – Fabiano Massimi



Fabiano Massimi
Il trucco del diavolo
Longanesi
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“Il trucco del diavolo” (Longanesi) di Fabiano Massimi è molto più di un thriller storico: è un romanzo ambizioso e affascinante che mette l’uomo davanti a una scelta destinata a segnare il suo futuro, quella tra un Dio tradizionale e un Dio meccanico, tra fede e conoscenza assoluta, in una Roma settecentesca corrotta, attraversata da intrighi, lotte di potere e dalle feroci faide interne che stavano consumando il Vaticano. Un romanzo che mette il protagonista di fronte a scelte etiche non così diverse da quelle cui potrebbe trovarsi a dover fare un suo ipotetico alter ego contemporaneo.

Massimi costruisce una vicenda che merita di essere letta senza fretta,  perché ogni capitolo aggiunge un tassello a un mosaico complesso nel quale storia, filosofia, religione, amore ed esoterismo si intrecciano con straordinaria naturalezza. Ed è proprio l’esoterismo a rappresentare il cuore oscuro dell’opera. Una serie di omicidi sconvolge la capitale dello Stato Pontificio: giovani donne vengono ritrovate prive di vita, denudate e disposte su sontuose poltrone, strette da corde e incastrate in un inquietante gioco di specchi che moltiplica all’infinito l’orrore. Nulla è lasciato al caso. Dietro quei delitti si cela una mente lucida e metodica che firma le proprie opere con gli indecifrabili glifi del Manoscritto Voynich, trasformando il misterioso codice medievale in un rituale mortale che ha già mietuto quattro vittime. Per fermare l’assassino entrano in scena tre personaggi straordinari, improbabili eppure perfettamente complementari. Xavier Galant, avventuriero corso inviato da Luigi XV su richiesta del Papa, è un uomo dell’Illuminismo, brillante investigatore, seduttore e simbolo della modernità. Accanto a lui si muove Artemio di Grazia, giovane gesuita e confidente di Clemente XIV, dotato di una profonda erudizione e di una sensibilità che gli consente di districarsi nei segreti più oscuri del Vaticano. A completare il trio c’è Lea Corbara, monaca segnata da un passato doloroso che le ha tolto la voce ma non la capacità di comprendere gli altri. La sua umanità e il suo accesso a mondi preclusi agli uomini la rendono una figura speciale.

Le indagini conducono Galant e Artemio sulle tracce dell’eredità di Athanasius Kircher, geniale erudito del Seicento legato ad alchimia, massoneria e conoscenze proibite. Tra antichi reperti romani si nasconde un segreto in cui la magia si fonde con l’ingegneria e con una forma di conoscenza assoluta priva però di qualsiasi misericordia umana. A dispetto del periodo, pare quasi di assistere ai primi tentativi di intelligenza artificiale. È proprio questo il nucleo più affascinante del romanzo: il conflitto tra razionalità e mistero, tra progresso e spiritualità, tra l’uomo e la tentazione di sostituire Dio in un’epoca sospesa tra oscurantismo e primi bagliori dell’Illuminismo. La Roma dello Stato Pontificio è al tempo stesso viva e decadente fatta di ville, vicoli, osterie dove niente sembra essere come sembra e dove non vi è certezza nemmeno di quello che pare inconfutabile. Ma Galant riuscirà a fermare la scia di sangue che sta sconvolgendo Roma? 

Daniele Bonetti

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