La più bella del mondo

“Sei la più bella del mondo” è quello che Elsa, studentessa universitaria ventenne del Sud si sente dire da Federico, il suo compagno manesco, cocainomane, ufficialmente panettiere con grande disponibilità di denaro da spendere facilmente nonostante provenga da una famiglia modesta e di scarsi mezzi economici.
Al ritorno da una vacanza in Grecia Elsa scopre di essere incinta e di colpo diventa consapevole  che Federico anche se a modo suo le vuole bene non sarà un padre adeguato per il bambino che aspetta. Decide di abortire passando per la trafila della burocrazia dell’ospedale e scegliendo l’aborto clandestino per liberarsi al più presto del figlio non voluto e del compagno che diventa sempre più violento e soffocante. Il percorso per riemergere dalle vessazioni morali e materiali sarà lungo ma alla fine Elsa ce la fa. Come, l’autrice ce lo lascia solo immaginare, l’importante è farcela.
La scrittura è asciutta e essenziale, molto spazio viene dato ai dialoghi.
Lucrezia Lerro, che nella vita è psicopedagogista, concentra la narrazione sui travagli interiori della protagonista e per sottolineare l’interiorità le vicende si svolgono quasi tutte in luoghi chiusi. Solo la scena finale si svolge in un luogo aperto.

ambretta sampietro

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